Dopo le belle e convincenti vittorie contro Giappone e Belgio, al Mandela Forum di Firenze, l’Italia del volley affronterà l’Argentina del leggendario Julio Velasco. Un allenatore, un uomo, che ha cambiato prima la pallavolo in Italia e poi nel mondo. Il Poll A dei Mondiali ha messo di fronte passato e presente azzurro, ed è proprio merito di Velasco, della sua filosofia di vita, di sport, se da quella primavera del 1989 il mondo della pallavolo italiana è cambiato radicalmente. Domani sera tra Velasco, l’Italia e i tifosi si incroceranno ricordi, vittorie, momenti belli, positivi e negativi.
Sicuramente ci sarà un’emozione particolare affrontarsi e sfidarsi, come aveva sottolineato lo stesso Velasco nel primo giorno di gare a Firenze: “Più o meno giocare in Italia le emozioni sono le solite, ma quando giochi contro l’Italia è sempre un’emozione molto forte. Poi l’allena un carissimo amico e ritrovo molti dirigenti e collaboratori con cui ho lavorato –
aveva detto Velasco -. Per cui senza dubbio sarà una partita
particolare”. E la storia di Velasco e l’Italia non terminerà
certo domani sera dopo la sfida al Mandela Forum. Terminato il
Mondiale guiderà Modena al PalaPanini con alcuni azzurri che
domani, dopo le emozioni e i saluti, cercheranno di dargli un
dispiacere.
Come Daniele Massaro centrale azzurro e del Modena Volley:
“Mi sono abituato ad averlo come allenatore e quindi quella
particolare emozione al momento è passata, poi magari quando me
lo ritroverò in palestra a Modena i primi giorni ritornerà.
Adesso sia io che lui siamo concentrati con la nazionale e
quindi non si pensa al club – ha detto Mazzone -. Lui è una
leggenda. Lui conosce noi giocatori molto bene, sarà sicuramente
una partita di scacchi molto interessante. Chi è per me Velasco?
E’ quella persona che guardo in video quando perdo. Quando
perdo, soprattutto nelle partite importanti, quando torno in
pullman guardo le partite di Velasco. A ore e ore. Quest’anno a
Civitanova dopo una partita non ho dormito e per 48 ore ho
guardato tutti i video di Velasco”. Intanto Mazzone ripensa al
Belgio di ieri e sorride dicendo che la squadra si merita “un
bell’8, forse anche un 8 e mezzo”.
Sarà una partita particolare anche per il ct azzurro,
Gianlorenzo Blengini che ha già ‘archiviato’ la vittoriosa gara
di ieri sera contro il Belgio e pensa a quella di domani contro
l’Argentina di Velasco, nello stesso Mandela Forum di Firenze,
sold out con oltre 7mila presenze. Per Blengini ha un sapore
particolare: nel 2015 una partita contro i sudamericani segnò il
suo esordio come commissario tecnico: “Ricordo benissimo quella
gara – dice – ma ricordo molto bene, purtroppo, anche la gara di
San Juan di qualche mese fa. Credo se lo ricordi bene anche la
squadra. Sono contento che le percentuali di attacco e difesa
della squadra contro il Belgio siano state molto alte, di alcuni
straordinarie. L’importante, però, è che la squadra sviluppi il
suo gioco, con percentuali importanti e si sappia adattare alla
partita”. Giocare davanti al pubblico amico “è gratificante,
aggiunge quel pizzico di emozione positiva che spinge, che ti fa
sentire che stai facendo qualcosa d’importante e che la gente
non vede l’ora di vedertelo fare. E’ una gratificazione che non
aggiunge pressione ma un piacere di fare quello che stiamo
facendo e che vogliamo fare al massimo delle nostre
possibilità”.