Ambulanze in fila agli ospedali folla in spiaggia e sul lungomare. Napoli, la città dei contrasti Complice il bel tempo, in tanti per le strade Intanto al pronto soccorso del Cotugno contini assembramenti al centro come al Vomero la coda disperata dei pazienti in attesa di ricoveri. Folla festante sul lungomare, coda disperata al pronto soccorso dell’Ospedale Cotugno; assembramenti gioiosi in costume sulla spiaggia delle Monache, corsa al salvataggio dei pazienti, con tute protettive, all’arrivo delle ambulanze. Quanto sembrano distanti gli scatti che abbiamo messo a confronto in questa pagina? Beh, sappiate che le immagini sono state scattate alla stessa ora nella stessa città, Napoli, a una distanza m linea d’aria di meno di tré chilometri. Tremila metri per mostrare le due facce di un popolo: da un lato quelli che sono cascati nel baratro, dall’altro quelli che guardano il baratro e sono certi che non ci finiranno mai dentro. Ma come fanno ad avere questa certezza ? Come fanno a sfogliare lo smartphone, scoprire da mille messaggi che la città sta soccombendo al virus e decidere comunque di andare ad ammucchiarsi tutti assieme col vestito della festa e la bici per i bimbi? Nell’ultima settimana l’onda del contagio, nella sola città di Napoli, è avanzata al ritmo serrato di 518 ammalati in più ogni singolo giorno. In totale, nei sette giorni che hanno preceduto questo week end sono stati 3632 i napoletani che hanno manifestati i segni del contagio da Covid-19. Sappiamo bene che sfilare il rosario dei numeri per alcuni è un esercizio stucchevole e noioso eppure non riusciamo a trovare una maniera più incisiva per spiegarci. Però, che volete farci, ieri c’era un sole estivo, era sabato, pareva festa, così migliaia di napoletani e di cittadini della provìncia hanno deciso che quei numeri non li riguardavano, che il battaglione del virus schierato e pronto a colpire non poteva permettersi di rovinare quest’ottobrata che chissà quando tornerà. Abbiamo percorso il lungomare alle undici e poi alle 13, abbiamo visto una folla crescente sia a piedi che in automobile, abbiamo osservato i ristoranti riempirsi, le mascherine abbassarsi, la convivialità schiacciare il rigore sanitario. Ci siamo inoltrati a via Toledo prima alle 10, poi alle 14, in entrambi i momenti ci siamo trovati travolti dallo “struscio” del giorno di festa con tanto di bancarellari abusivi e grupponi di ragazzini senza mascherina; siamo saliti al Vomero nel cuore della mattinata e nella zona pedonale abbiamo visto un fiume di gente, lo stesso che solo in certi giorni di shopping natalizio si vede. Poi abbiamo fatto un salto al Cotugno e ci siamo ritrovati di fronte alla disperazione con decine di automobili e ambulanze in coda nella speranza di avere soccorso. Abbiamo visto il personale medico che andava a portare ossigeno a persone stravolte distese sul sedile di dietro delle automobili mentre i parenti che imploravano aiuto.