Il Ministro Luigi Berlinguer dell’istruzione, ho scritto molti saggi, ho svolto un’attivita’ da vent’anni a questa parte senza interruzione, che pero’ sta’ cominciando a dare i primi insufficienti ma incoraggianti frutti, nel 2015 e’ stata approvata la legge con il numero 107 per individuarla meglio, che interviene con qualche innovazione nell’orizzonte dell’istruzione Italiana. Il concetto della musica nella scuola e’ la cosa piu’ semplice, questa legge introduce un principio, che nel curriculum degli studi dove sono indicate le materie di base, che costituiscono il patrimonio comune per tutti gli studenti, facciamo un esempio: la lingua italiana e la sua letteratura, la matematica, la storia, queste materie fondanti la cultura di tutti, la legge 107 per l’appunto, introduce il concetto che va annoverato all’interno di questa tradizione, che indica quali sono le materie principali per la cultura di ogni essere umano, va’ inserita anche la musica, quindi si considera la musica, non solo una forma di arricchimento emotivo che piace, allora questo tipo di materia, che non è solo materia, questo aspetto della cultura, dell’umanita’, si è finalmente deciso dopo una lunga battaglia combattuta in questa direzione che, l’elenco delle materie che si devono studiare a scuola, si debba arricchire anche di una materia che e’ nata con l’uomo, ma che e’ andata sempre esclusa da scuola, ma che sicuramente era stata nel passato profondamente sbagliata, e questa esclusione, ora progessivamente e’ venuta limitandosi e ora e’ stata cancellata come esclusione, ma soltanto come indicazione generale, è importante dire che nell’elenco delle materie da studiare ci deve essere anche lo studio della musica, ma non basta solo dirlo, non basta includerlo nell’elenco del cucciculum, bisogna fare due operazioni,indicare progressivamente il programma di studio, cosa e come studiare musica, per imparare a suonare e a cantare, secondo bisogna che ci sia un insegnante musicista. Le due cose mancano adesso nelle scuole, c’è una norma generale che dice; e’ materia obbligatoria, e poi non ci sono ancora gli strumenti per procedere, l’organizzazione per procedere. La prima cosa da dire che, la musica la possono insegnare solo i musicisti, non si pensi che il professore di lettere o il maestro possa anche insegnare musica, perche’ nell’attivita’ musicale c’è una tecnicita’ che non puo’ essere inclusa nelle materie che studia un docente a fianco alla propria materia, ci vuole lo specialista, perche’ se no si fa’ danno, che non puo’ essere insegnata la musica da uno che non è musicista, allora questo quindi e’ il primo problema che si pone, perche’ adesso l’insegnante di musica c’è soltanto in quel corso di studi che porta poi al conservatorio musicale nell’ultima sua fase, ma quello è destinato agli specialisti, a coloro che faranno i musicisti nella vita, pero’ il problema che noi poniamo, non riguarda costoro, per costoro ci sono anche nella scuola Italiana i propri corsi specialistici, per esempio il conservatorio, non solo, noi vogliamo che questo apprendimento riguardi tutti gli studenti, come imparare la lingua, la matematica, la storia, che non si impara la matematica per diventare tutti matematici, non si impara la lingua italiana per diventare tutti scrittori o poeti, e’ una componente della cultura di base, allora per fare questo bisogna arricchire il curriculum con questa disciplina, che diventa fondamentale, per secondo punto e’, chi lo insegna, e anche li’ l’insegnante deve essere uno specialista, capace di guidare il bambino o il ragazzo che intraprendono anche questa linea di studi con una competenza particolare, ora una parte di questo personale gia’ c’è, ma non basta, non copre l’intero fabbisogno, e bisogna quindi che il responsabile dell’attvita’ scolastica in Italia, il Governo, il Parlamento, il Ministero dell’Istruzione, si adoperino per trasformare quanto è scritto in due righe di una legge, trasformarlo in un’attivita’ realmente svolta.Bisogna ottenere dal Governo, dal Ministero dell’Istruzine, le misure operative che trasformino questa prescrizione normativa, questa indicazione generale, in qualcosa che cammina nel tempo, cominciando da subito.Abbiamo invitato le scuole nella loro autonomia a prendere delle iniziative, ci sono centinaia di scuole che autonomamente hanno cominciato a svolgere questa attivia’ dov’era possibile conciliare questa attivita’ con il curriculum esistente, con l’orario scolastico, con gli edifici di cui dispongono, da questo punto di vista la reazione delle scuole ci è apparsa interessante, una quantita’ abbastanza elevata si e’ mossa. Il messaggio che deve venire dal Governo e’ questo, dare un’ idea ordinamentale nuova che ancora non c’è, e poi dare strumenti. Ho una cassettiera con numerosi cassetti, e sono tutti pieni di sogni, la vita va’ presa evitando di pensare che sia una permanente purga, e che sia il luogo del solo dovere, la vita senza eros, senza piacere non esiste, il piacere anima qualunque cosa, naturalmente bisogna capire che cos’è il piacere, e’ una scoperta continua, come diceva Platone, uno delle piu’ grandi teste che l’umanita’ abbia partorito, la molla dell’esistenza e’ l’eros.La scuola deve diventare attrattiva, dentro la vita scolastica ci devono essere momenti di stimolo di questa partecipazione, e alla base della cultura c’è il bello, non c’è il brutto, che esso sia una poesia, un quadro, una sinfonia, anche un momento di storia che ci raccona il passato, e quindi una narrazione, quindi non e’ soltanto un compito in classe. Un mio augurio, bisogna che entri energicamente nella scuola l’idea di perseguire il bello, la prima cosa e’, la scuola deve incontrare il bello, ed evoluzione della mente, l’arricchimento della conoscenza, anche nelle discipline piu’ severe come la matematica, la grammatica, senza le quali la scuola non esiste, che sono necessarie per lo sviluppo della forza logica della mente umana, devono incontrare il bello.

A cura di Valentina Busiello in Collaborazione con L’ufficio Stampa Gianna Ferrante