La parola come valore da preservare a servizio di un’informazione che sia missione e strumento di dialogo: e’ stata una cerimonia ricca di spunti di riflessione e momenti di intrattenimento la “Serata Biagio Agnes”, condotta da Mara Venier e Alberto Matano (in onda su Rai1 il prossimo 29 giugno) ed evento clou dell’XI edizione del Premio Biagio Agnes, che oggi si chiude a Sorrento. Ieri sera, su un grande palco allestito a Marina Grande, di fronte a un parterre eccellente, con il quartier generale della Rai riunito per l’occasione (dal Presidente Marcello Foa e l’ad Fabrizio Salini al direttore di Rai1 Teresa De Santis) e i rappresentanti delle istituzioni (dal presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani al Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia al governatore della Campania Vincenzo De Luca), e’ stato riconosciuto il talento di giornalisti che ogni giorno lavorano per raccontare la realta’, credendo in un’informazione di fonti e notizie, coraggiosa ma veritiera e accurata, sempre nel rispetto dei cittadini. Esattamente come ha fatto per tutta la vita Biagio Agnes, sia nel lavoro di giornalista che in quello di direttore generale della Rai: un’eredita’ portata avanti dalla Fondazione Agnes attraverso il Premio (grazie al lavoro della figlia Simona), un esempio il suo ancora attuale per tutti i premiati della serata, dai piu’ giovani ai piu’ esperti che vedono nella sua figura un modello da seguire. Una conduzione a due spontanea ma anche rigorosa (con il divertente ‘duetto’ di un’esuberante Mara Venier, in uno scintillante abito color argento, e Alberto Matano, in elegante completo scuro) ha scandito un Premio che, come ha affermato il presidente Foa, “e’ verissimo, frutto di un lavoro intenso e autentico, e di un confronto sincero per rappresentare le diverse sensibilita'”. Via via sul palco sono saliti Lucia Goracci, corrispondente Rai (Premio per la Televisione), Andrea Monti, direttore della Gazzetta dello Sport (Premio Giornalismo Sportivo), Lina Palmerini, Il Sole 24 Ore (Premio per la Carta Stampata), il direttore Virman Cusenza per i 140 anni de Il Messaggero (Premio Editoria Quotidiana), Giovanna Pancheri, Sky Tg24 (Premio Giornalista per l’Europa), Giovanni Grasso, ufficio
stampa Presidenza della Repubblica (Premio Giornalista scrittore
per la narrativa), l’attrice Serena Rossi (Premio Cinema e
Fiction), Gennaro Sangiuliano, Direttore Tg2 (Premio giornalista
Scrittore per la saggistica), Roberto Arduini e Andrea Di
Ciancio de I lunatici (Premio per la Radio), Gianni Santucci,
Corriere della Sera (Premio miglior cronista), Maria Giovanna
Mazzocchi Bordone per la rivista Domus (Premio Editoria
Periodica), Antoni Cases (Premio Internazionale), Francesco
Maesano, Tg1 (Premio Under 35).
Tra i momenti piu’ emozionanti il Premio per l’Europa dato ad
Antonio Megalizzi, giovane reporter ucciso nell’attentato
dell’11 dicembre scorso a Strasburgo: a consegnarlo ai genitori
seduti in platea Antonio Tajani, che era stato intervistato dal
giovane e aveva avuto modo di conoscere il suo grande amore per
l’Europa. Tutto intorno il pubblico, dietro le transenne ma
anche affacciato alle finestre e sui balconi, pronto ad
applaudire i giornalisti e tutti gli artisti che hanno
arricchito la serata: da Massimo Ranieri ad Alessandro Siani
(che, dopo aver divertito la platea con un monologo comico, ha
voluto ricordare il giornalista Giancarlo Siani ucciso dalla
camorra), da Albano ad Arisa, al cantante italoaustraliano
Alfio.