La Vittorio Pappalardo VIP nasce nel 1977 dall’intuizione di un uomo dinamico e tenace.
Vittorio Pappalardo figlio di imprenditori del settore, Maestro artigiano, con l’arte di pensare i prodotti dal punto di vista del cliente e la grande competenza di chi produce solo ed esclusivamente un prodotto specifico. Tra i suoi clienti ci sono, infatti, uomini di stato, politici, imprenditori, banchieri, manager, amministratori pubblici, funzionari, professionisti e grand commis.
In cinquant’anni di attività Vittorio Pappalardo ha messo e mette in poltrona i personaggi più illustri di fama nazionale e internazionale: Sua Santità Papa Francesco, il Capo dello Stato emerito Giorgio Napolitano, il presidente emerito di Confindustria Emma Marcegaglia e il presidente emerito Vincenzo Boccia, il cardinale Crescenzio Sepe, l’ex ministro Letizia Moratti, l’economista Giancarlo Elia Valori e tanti altri ancora.
Ogni sua poltrona è un pezzo unico, dotato di matricola identificativa, realizzato come un abito su misura personalizzata nei tessuti, ricami e colorazioni dei legni. La grande intuizione di realizzare un prodotto artigianale e Made in Italy ha portato la Vittorio Pappalardo VIP a configurarsi in una nicchia di mercato di lusso.
Come nasce la sua passione per questo settore?
Figlio di imprenditori commercianti del settore macchine e mobili per ufficio, in giovane etá decido di studiare per fare impresa e ben presto mi rendo conto di dover produrre un qualcosa e non commercializzarla. Dovendo meglio definire un settore di produzione fui attratto dalle poltrone.
Quanto è importante il Made in Italy per la realizzazione delle Sue poltrone?
L’Italia è stata leader mondiale in vari settori, fra cui l’arredamento caratterizzato dall‘immediata percezione di eleganza e la cura dei dettagli, cosa non da poco per chi deve scegliere una paltrona.
Come si sceglie una poltrona VIP?
Beh, è come andare da un sarto per realizzare un abito su misura. Quanto sei alto? Quanto pesi? Che devi fare? In base alle attività da svolgere ed alla destinazione dell’uso, proponiamo un “corpo macchina” che il nostro cliente proverà per determinare qualche eventuale piccolo correttivo del tipo: più alta, più bassa, più larga….
Stabilita la comodità ed il comfort, si passa alla personalizzazione della poltrona in base all’ambiente dove inserirla: nella direzione, nel salotto di casa o in uno studiolo operativo scegliendo fra tessuti antimacchia, lavabili, damascati, lane e pelli naturali o tessuti di cotone, tessuto denim o tessuti in fibre naturali.
Dunque un prodotto ergonomico, che aiuta la nostra postura ma allo stesso tempo bello.
È questo il suo punto di forza?
Si, ma non solo. Un prodotto bello lo sanno fare tutti, coniugare ergonomia e ambientazione del prodotto ci vuole talento e competenza.
Poi mi impegno molto per trasmettere ai giovani che la figura dell’artigiano non è più quella dell’anziano con la matita posta sull’orecchio, nella bottega disordinata che realizza oggetti. Bensì
l’imprenditore artigiano ha bisogno di due “culture” quella personale e quella professionale in quanto per gestire un’azienda non è sufficiente solo saper fare un prodotto.
La Sua figura di artigiano sconvolge un po’ quelle che sono le idee comuni.
Ci spieghi meglio
Spesso e volentieri anche per un errore lessicale, si usa come termine riduttivo la parola “artigianale” che andrebbe sostituita con “rudimentale” è tipico l’esempio: “è scoppiata una bomba in via tal dei tali, non ha fatto danni, era un ordigno artigianale”.
Purtroppo, a causa di questi messaggi i giovani si allontanano da un progetto imprenditoriale artigianale pensando che i prodotti artigianali si limitano a manufatti di falegnameria, idraulica, edili; ma in effetti basterebbe pensare che non esiste oggetto che non sia passato per le mani di un artigiano dalle protesi oculari, cardiache alle ortopediche.
I giovani, che troppo spesso pensano all’apparenza, non vogliono indossare un grembiule o un camice, pensando ad una diminuzio del proprio look. Basterebbe pensassero che ognuno di noi affrontando una giornata in base alle proprie attività organizza il proprio abbigliamento: – lavoro : camice – riunione di lavoro: abito ; – jogging: tuta.
D’altronde basterebbe pensare che un chirurgo non può entrare in sala operatoria giacca e cravatta. Alla luce di ciò andrebbero chiarite un po’ di linee guida ai giovani, facendo capire loro che l’impresa artigiana impostata professionalmente è un’impresa ad alto reddito.
Un imprenditore artigiano deve tener conto anche della propria responsabilità sociale e ambientale. L’impresa al passo con i tempi, deve necessariamente innovarsi, nel nostro settore utilizziamo già da tempo tessuti sottoposti a nanotecnologie.
Mi ha parlato di nuove tecnologie adottate. Quali sono?
Le parti in legno delle nostre poltrone sono ricavate da foreste ad abbattimento sostenibile controllato: praticamente si abbatte un albero e se ne ri-piantuma un’altro.
La colorazione dei legni viene realizzata ad acqua, senza l’utilizzo di solventi o agenti chimici di sintesi per ridurre l’inquinamento indoor da VOC.
La normativa europea impone il facile disassemblamento degli oggetti, per manutenzione o smaltimento infatti i nostri imbottiti non sono più fissati con spillette da tappezzeria ma con il sistema FiloBlock® che consente un rapido disassemblamento del prodotto.
Che impatto ha sull’ambiente la sua produzione?
Molto basso per le ragioni che le spiegavo prima e per altro, le nostre poltrone sono sempre manutenibili nel tempo. Se il cliente cambia studio, necessita di un lavaggio del rivestimento o un restyling generale del prodotto andiamo ad intervenire in maniera da rendere il prodotto pari al nuovo. Questo ovviamente ci porta ad avere un basso impatto ambientale perché il corpo macchina resta sempre lo stesso ed andiamo ad intervenire solo sugli allestimenti. Ne consegue tutto ciò che non è possibile con un prodotto economico.

L’uomo che ha messo a sedere comodi dietro la scrivania, grandi manager, industriali, uomini di Stato e finanche il Papa, è pronto a nuovi obiettivi. La Vittorio Pappalardo è alla soglia dei 50 anni di partita iva
Dopo 50 anni di Partita IVA quali sono i suoi prossimi progetti?
Dopo 50 anni di mia gestione, è arrivato il momento di delegare a mia figlia Vittoria, due lauree e tanta voglia di fare, che già cura in azienda la comunicazione e i rapporti con i nostri clienti esteri, la gestione, evolvendo ed attualizzando le mie linee di principio nella gestione dei rapporti con i clienti, fornitori e dipendenti.
Qual è il segreto del Suo successo?
Trattare con lo stesso impegno un affare di 100 euro o 100.000 euro, non pensando al denaro, ma al cliente ed al prodotto; il denaro è una naturale conseguenza di un lavoro ben fatto.
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