Due squilli di Osimhen risuonano impetuosi sulla volata scudetto. Il Napoli si aggrappa al proprio goleador mascherato per dare una prova di forza,
violando il campo del Verona e rispondendo alle vittoria ‘a
corto muso’ di Milan e Juve. Nell’attesa della risposta serale
dell’Inter, la Serie A da’ il proprio responso: ci vorranno altre
nove giornate ad alta tensione agonistica per assegnare lo
scudetto.
Le ruggini del giovedi’ europeo lasciano scorie nel fiato e
nella lucidita’ di Atalanta e Roma, che stentano con Genoa e
Udinese, segnano il passo, dando probabilmente l’addio alle
speranze Champions. I bergamaschi sbattono contro il muro del
Genoa che conquista l’ennesimo, inutile pareggio. Per i
giallorossi la benzina sembra finita e l’Udinese domina il primo
tempo segnando con Molina, poi contiene lo sterile forcing della
Roma che trova un rigore nel recupero che Lorenzo Pellegrini
trasforma con freddezza.
Sono ottime notizie per la Lazio, che giochera’ domani contro
il Venezia, e per la Fiorentina che batte il Bologna,
rafforzando le speranze europee. Fa tutto Torreira, che segna il
gol-partita, colpisce un palo e costringe al secondo giallo
Bonifazi: con lui fuori gli emiliani restano in 10 per un tempo.
E’ una prova di maturita’ , quella del Napoli, che, dopo
l’harakiri contro il Milan, non aveva alternative per restare in
quota scudetto. Il Verona gioca all’inizio alla propria maniera,
ma la difesa partenopea e’ un bunker. Quella veneta lascia,
invece, a desiderare. Anche perche’ , davanti a se’ si ritrova un
attaccante implacabile come Osimhen. Il centravanti schiaccia
perentorio di testa su un cross di Politano e grida la propria
gioia.
Nella ripresa replica su iniziativa di Di Lorenzo che non
viene intercettato da Ceccherini e offre un assist che il
nigeriano non spreca. Sembra fatta, ma il Verona si scuote e si
rimette in corsa con Faraoni. Poi, espulsione forse eccessiva di
Ceccherini e per il Napoli e’ un’importante missione compiuta. A
perdere sono soprattutto quei tifosi veronesi che lasciano uno
striscione di incitamento all’odio e gli altri che beccano
Osimhen con cori razzisti. Come all’andata, l’Atalanta non
riesce a superare il Genoa. I bergamaschi non posseggono la
rabbia mostrata in coppa contro il Bayer Leverkusen e i liguri,
ben messi in campo da Blessin, reggono bene il campo senza
timidezze. Un palo esterno di Muriel e’ l’unico acuto del primo
tempo, alla distanza occasione sprecata da Palasic su brillante
spunto di Koopmeiners, ma il Genoa con Destro si rende
pericoloso. Un po’ poco per meritare la vittoria.
Approccio molle della Roma contro un’Udinese motivata e in
palla. Assedio iniziale con gol di Molina con un gran tiro da
fuori, poi Rui Patricio e un po’ di fortuna vanificano la
traversa di Makengo. L’Udinese corre, la Roma arranca. E’
Deuleofeu che impazza da una parte all’altra, Pablo Mari gioca
di anticipo su un Abraham visibilmente stanco. Nella ripresa
tourbillon di Mourinho che inserisce vari attaccanti, c’e’
qualche mischione, ma la difesa friulana regge e nel finale Rui
Patricio salva su Pussetto e Samardzic. Parate fondamentali,
perche’ nel recupero un mani di Zeegelaar e un rigore che
Pellegrini trasforma con freddezza, regalano un insperato e
fortunato pareggio.
La partenza di Vlahovic ha reso molto piu’ difficoltosa la
ricerca del gol viola. A secco Piatek, in difficolta’ Gonzalez,
ancora non inseriti al 100 per cento Cabral e Ikone’ , tocca al
fantasita Torreira mettersi sulle spalle la squadra e
traghettarla alla vittoria. Il Bologna e’ sfortunato, perche’
colpisce due legni con Soriano e Orsolini, poi resta in 10 per
l’espulsione di Bonifazi. Col vantaggio numerico e’ un’altra cosa
e Torreira sigla il vantaggio che proietta in alto la
Fiorentina.

A cura di Salvatore Amabile