Scienziati cinesi hanno sviluppato un materiale nanotecnologico che puo’ rendere piu’ efficaci le cure contro il cancro al fegato. Lo ha rivelato l’Istituto Suzhou di Ingegneria e Tecnologia Biomedica dell’Accademia Cinese delle Scienze. Questo tipo di neoplasie viene curato soprattutto con la radioterapia, ma i tessuti interessati risultano di norma poco sensibili alle radiazioni, permettendo spesso ad alcune cellule tumorali di sopravvivere e aumentando le probabilita’ di recidiva tumorale. Nell’incessante ricerca per trovare una soluzione al problema, gli scienziati del Istituto Suzhou di Ingegneria e Tecnologia Biomedica hanno realizzato una nanoparticella di biossido di silicio e oro. Il nuovo materiale, lungo circa 200 nanometri e largo 100 nanometri, raggiunge i tessuti tumorali per iniezione endovenosa e puo’ anche essere riempito di telazamina, un farmaco che aumenta gli effetti antitumorali in assenza di ossigeno. Esperimenti su topi con cancro al fegato hanno dimostrato che le nanoparticelle di nuova generazione aumentano la sensibilita’ del tessuto tumorale alle radiazioni e che l’effetto fototermico dell’oro e’ efficace anche nella lotta contro i tumori. Inoltre, il carico di tirazamina puo’ efficacemente integrare lo scarso effetto della radioterapia sui tessuti tumorali ipossici, producendo sostanze tossiche in ambienti ipossici e uccidendo le cellule tumorali. “Continueremo a studiare gli effetti dei nanomateriali nella lotta contro il cancro al seno, al polmone e altri tipi di cancro – afferma Dong Wenfei, un ricercatore dell’istituto che ha condotto lo studio -. Se funziona altrettanto bene, il nuovo materiale avra’ ampie prospettive di applicazione”.