NAPOLI OLTRE NAPOLI di Mimmo Falco

Eduardo Scarfoglio nacque a Paganica, provincia dell’Aquila, il 26 settembre del 1860, figlio di Marianna Volpe e di Michele, magistrato di origini calabresi. Poco incline alla disciplina fu più volte bocciato, tanto da costringere il padre a mandarlo a Roma presso lo zio Carlo per convincerlo a finire il liceo. Edoardo terminò gli studi diplomandosi presso il lmimmo 2iceo Ennio Quirino Visconti di Roma. A soli 18 anni, nel 1878, pubblicò il primo articolo dal titolo Gli atomi sulla rivista sarda “Vita e Pensiero” diretta da Antonio Scano.
Vasta la sua produzione artistico-giornalistica, iniziò la collaborazione col giornale “Fanfulla della Domenica”, pubblicò anche una raccolta di poesie: Papaveri. Alla redazione di “Capitan Fracassa” scriveva con lo pseudonimo di “Papavero”. Lì conobbe, tra gli altri, Gabriele D’Annunzio e Matilde Serao che poi divenne sua moglie.
Nel 1881 Eduardo Scarfoglio passò alla rivista “Cronache Bizantine” diretta e fondata da Angelo Sommaruga, tra i collaboratori Giosuè Carducci, Alfonso Ridola, Gaetano Ferri e Gabriele D’Annunzio. Ed ancora con la rivista “Domenica Letteraria” dove pubblicò poesie, bozzetti storici, articoli di critica letteraria. Nel 1883, pubblicò un volume di racconti: Processo a Frine, e nel 1885 una raccolta di scritti critici: Il libro di Don Chisciotte e in redazione non esitò a scagliarsi contro la letteratura contemporanea. A Natale del 1885 uscì il primo numero de “Il Corriere di Roma”, a collaborare con Scarfoglio e Serao, Nicola Misasi, Giuseppe Giacosa, Antonio Fogazzaro e Giovanni Verga.
Nel 1886 per contrastare la concorrenza del giornale la Tribuna, che offriva agli abbonati un libro di D’Annunzio, Eduardo Scarfoglio annunciò l’uscita di un poemetto satirico Risotta al pomidauro parodia dell’opera di D’Annunzio. Ed anche su una rivista diretta da Matilde Serao venne pubblicato un secondo componimento satirico Risottina allo zafferano.
D’annunzio rispose con una vibrante lettera pubblicata dalla Tribuna il 27 ottobre. Scarfoglio sentendosi offeso lo sfidò a duello. Il giornalista ebbe la meglio sul Poeta ferendolo al terzo assalto. In seguito i due divennero amici. Anche allora l’editoria non se la passava bene ed il 14 novembre del 1887, sommerso dai debiti ( 14/15 mila lire dell’epoca) il giornale chiuse. Il banchiere napoletano Matteo Schilizzi ripianò i debiti, ma impegnò Scarfoglio e Serao di trasferirsi a Napoli per una nuova avventura editoriale, nasceva così “Il Corriere di Napoli” che aveva due avversari: “Il Roma” ed “Il Pungolo”. Il giornale andò bene, più popolare, meno letteratura e più notizie interne ed internazionali. Scarfoglio ebbe successo e divenne popolarissimo. Il giornale fu un punto di riferimento anche politico. Nel 1890, Scarfoglio si candidò anche alla camera nel collegio di Caserta senza successo. Poi le incomprensioni con Schilizzi, portarono mimmo 1Scarfoglio e Serao a lasciare il giornale ed ebbero all’epoca 100 mila lire per cedere il loro quarto di azioni.
Nel 1885, il 28 di febbraio, Eduardo sposò Matilde. Edoardo non disdegnò avventure extraconiugali, tra le quali una relazione durata qualche anno con la cantante francese Gabrielle Bessard dalla quale ebbe una bimba di nome Paola. La relazione ebbe un tragico epilogo. La cantante si recò a casa di Scarfoglio e Serao in Via Monte di Dio e si uccise con un colpo di pistola. La piccola Paola fu cresciuta da Matilde che dal matrimonio aveva avuto quattro figli maschi (Carlo, Antonio, Paolo, Michele).

Popolari, famosi, chiacchierati e anche amati dai napoletani, Scarfoglio e Serao, decisero di dare vita ad un’altra avventura editoriale, fondando “Il Mattino”, il primo numero uscì il 16 marzo del 1892. L’editoriale prometteva di dare voce alle proteste del Sud. Una concezione ultra moderna di fare informazione con rubriche, inchieste, racconti letterari, inserti speciali. Il giornale era liberale, democratico, nazionalista ed anti-socialista. Appoggiò la povera gente durante la Rivolta del Pane, tanto da essere sospeso dalle edicole dal 12 maggio al 28 luglio e contemporaneamente invocava il pugno di ferro contro il socialismo e la lotta operaia. Malgrado il successo, il giornale era sommerso dai debiti e Scarfoglio ipotecò future pubblicità. Il Mattino subì uno scossone ancora più grave per l’appoggio dato al Sindaco Celestino Summonte che, secondo le risultanze dell’inchiesta della commissione parlamentare presieduta da Giuseppe Saredo nel 1901, provò i legami tra politica e camorra. L’inchiesta coinvolse anche il giornale e Scarfoglio venne accusato di aver ricevuto soldi per scrivere contro Saredo.
Ormai i suoi rapporti con Matilde Serao erano deteriorati e lasciò il giornale. Nel 1904, chiamato dalla facoltosa famiglia siciliana dei Florio, andò a dirigere il giornale “L’Ora di Palermo”, facendolo diventare un punto di riferimento internazionale, infatti stabilì collaborazioni con Il Mattino di Parigi (Le Matin), il “Times” di Londra e il “The Sun” di New York. Edoardo, amante delle barche e dei viaggi, visitò per lavoro e per passione numerosi stati europei ed africani tanto che D’Annunzio lo soprannominò Ulisse ricordandolo addirittura nel poema Laus vitae che racconta di un viaggio in Grecia. Sostenitore dell’avventura coloniale, visitò numerose nazioni africane. Morì a Napoli il 6 ottobre del 1917.

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