Bene l’incremento delle risorse previsto dalla Manovra 2027, ma per salvaguardare il futuro del Servizio sanitario nazionale occorre una strategia concreta per rafforzare gli organici e rendere nuovamente attrattiva la professione chirurgica.
L’incremento delle risorse destinate alla sanità rappresenta un segnale importante, ma adesso è necessario trasformare gli investimenti in interventi strutturali per affrontare una delle criticità più rilevanti del Servizio sanitario nazionale: la carenza di chirurghi negli ospedali.
A richiamare l’attenzione sul tema è Vincenzo Bottino, presidente dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (Acoi), che interviene dopo l’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, del disegno di legge di Bilancio 2027. La manovra prevede un incremento di 3,4 miliardi di euro del Fondo sanitario nazionale, che raggiungerà complessivamente quota 146,3 miliardi.
«Accogliamo positivamente l’aumento delle risorse destinate alla sanità e l’attenzione riservata ai medici di pronto soccorso. Tuttavia, è fondamentale che questo investimento si traduca in misure concrete per rafforzare gli organici, valorizzare le competenze e rendere nuovamente attrattiva la chirurgia ospedaliera», sottolinea Bottino.
Il problema, secondo l’Acoi, riguarda soprattutto la difficoltà di attrarre le nuove generazioni verso la specializzazione chirurgica, mentre negli ospedali aumentano i carichi di lavoro e diventa sempre più complesso garantire la continuità assistenziale. Una situazione che rischia di compromettere nel tempo l’organizzazione dei reparti e la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
«Formare un chirurgo richiede anni di studio, esperienza in sala operatoria e un percorso di responsabilità progressiva. Se oggi perdiamo professionisti e vocazioni, domani rischiamo di perdere intere linee di cura», evidenzia il presidente dell’associazione.
Da qui la richiesta di una strategia nazionale che accompagni il percorso parlamentare della Manovra. Tra le priorità indicate dall’Acoi figurano una programmazione più efficace dei fabbisogni di personale, un piano di nuove assunzioni, percorsi di carriera definiti, una maggiore valorizzazione economica dei professionisti e investimenti nella formazione pratica.
Particolare attenzione viene inoltre richiesta sul fronte delle tutele relative alla responsabilità professionale, oltre al coinvolgimento delle società scientifiche nella riorganizzazione delle reti chirurgiche.
«Chiediamo al Governo e al Parlamento di dedicare un’attenzione specifica alla chirurgia ospedaliera. Le risorse economiche sono fondamentali, ma occorre una visione di lungo periodo che metta al centro i professionisti, la formazione e la qualità delle cure», conclude Vincenzo Bottino.
Il messaggio dell’Acoi è chiaro: il futuro della sanità pubblica passa anche dalla capacità di investire sulle competenze, garantire condizioni di lavoro adeguate e offrire ai giovani medici prospettive professionali solide. Una sfida che riguarda non soltanto il mondo della chirurgia, ma l’intero sistema sanitario e il diritto dei cittadini a ricevere cure tempestive e di qualità.
A cura di Alessandro Zarra