“E’ assolutamente insensato che, sulla base dell’applicazione del decreto Franceschini, alcuni tra i più importanti teatri di Napoli e della Campania siano stati completamente tagliati fuori dall’assegnazione dei finanziamenti previsti dal Fondo unico per lo spettacolo. Cancellati dall’elenco degli assegnatari teatri storici come l’Augusteo, il Cilea, il Totò e il Trianon-Viviani, che vantano cartelloni con spettacoli di autori fondamentali della nostra storia culturale, con interpreti tra i più prestigiosi del mondo dello spettacolo. Nei criteri di assegnazione dei finanziamenti
si dovrebbe tener conto anche degli stanziamenti regionali già erogati a vantaggio di molti dei teatri assegnatari del Fus. In questo contesto, valutiamo più che positivo l’annuncio del ministro Bonisoli, che non esclude a breve un’iniziativa del Governo per mettere mano ai criteri per l’assegnazione del Fus, che oggi tiene fuori tanti piccoli teatri dalla lunga attività che sono riconosciuti centri di formazione per artisti. Come Movimento 5 Stelle, sia a livello regionale che a livello
parlamentare, siamo pronti a incontrare gli operatori dello
spettacolo, per valutare con loro punti di criticità
dell’attuale procedura di assegnazione dei fondi e l’indicazione
di ulteriori parametri di merito che tengano conto della
produzione annuale, degli introiti e dei livelli occupazionali
garantiti dai teatri potenzialmente assegnatari dei
finanziamenti”. E’ quanto dichiarano la consigliera regionale
del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino e la senatrice M5S e
membro della Commissione Cultura di Palazzo Madama Danila De
Lucia.
“Troviamo paradossale che a ergersi a paladino degli
operatori dello spettacolo sia oggi il governatore De Luca, che
non mosse un dito quando il decreto fu varato da un esponente
del governo del suo partito, mentre da anni concentra la fetta
principale di fondi regionali per lo spettacolo e la cultura
quasi esclusivamente nella sua Salerno. Basti pensare al teatro
Verdi, che negli ultimi tre anni di era De Luca è stato
destinatario di fondi regionali per un milione e mezzo l’anno, a
fronte di un incasso al botteghino che copre non oltre il 15%
del totale dei fondi pubblici. Per non dimenticare le Luci
d’Artista, a cui sono andati quasi 10 dei complessivi 80 milioni
dei Poc Cultura 2020”.