Appello: delle regioni, vaganzieri “turisti tornate a casa”

L’Italia, oggi, non e’ un paese per turisti. La crisi sanitaria che sta martoriando gli ospedali del
nord Italia rischia di aggravarsi proprio per la presenza di
numerosi villeggianti, spesso provenienti dalla Lombardia e
quasi sempre residenti in seconde case. Accade in Liguria, in
Toscana, nelle province di Trento e Bolzano, in Valle d’Aosta.
Le immagini delle spiagge affollate e delle code agli impianti
di sci dello scorso fine settimana hanno fatto il giro del
paese.
La Valle d’Aosta ha sollevato il problema. “Invito i turisti
ancora presenti a ritornare al proprio domicilio” e’ l’appello
lanciato dall’assessore alla sanita’, Mauro Baccega. Spiega:
“L’emergenza sanitaria fa si’ che si debbano adottare tutte le
iniziative atte a contenere la diffusione del virus. La nostra
Regione dispone di un solo ospedale, il sistema sanitario
valdostano e’ gia’ sotto stress e dover prestare cure ad altre
persone oltre che ai residenti non puo’ che aggravare la
situazione”. Tanti villeggianti hanno chiesto informazioni alle
autorita’. “Io e mio marito – racconta Laura, pensionata milanese
– siamo in vacanza in val d”Ayas da un mese. Abbiamo preso
tutte le precauzioni, non andiamo in luoghi affollati, non ci
siamo infilati in quelle sciagurate code agli impianti da sci.
Adesso non sappiamo cosa fare: ci dicono che dobbiamo tornare a
Milano, ma li’ la situazione e’ ancora peggiore”.
Il presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin, va
dritto al cuore della questione: “Siamo molto preoccupati per la
presenza sul nostro territorio di un numero importante di
titolari di seconde case”. Del problema – spiega – “se ne e’
discusso durante una conferenza tra le regioni e i ministri –
aggiunge – dove abbiamo chiesto la possibilita’ di fare delle
valutazioni su quello che comporta avere un numero
sproporzionato di utenti rispetto alle dimensioni del nostro
ospedale e anche sulla capacita’ di risposta dei medici di
famiglia. Ci sara’ una valutazione a livello nazionale, che
necessita di una condivisione delle regioni, per assumere
decisioni che risolvano la questione”. In caso di soggiorni
alberghieri, da segnalare inoltre che le strutture ricettive
possono svolgere attivita’ di somministrazione e bar anche nella
fascia oraria dalle 18 alle 6, “esclusivamente in favore dei
propri clienti e nel rispetto di tutte le precauzioni di
sicurezza”.

 
 
 

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