Nell’ultimo anno di pandemia tra cibo
di conforto, ore passate davanti a tablet e tv, lezioni in Dad,
poca o nessuna attivita’ fisica, i bambini che gia’ avevano un
problema di sovrappeso o obesita’ sono ingrassati dai 3 ai 5
chili in piu’ . Praticamente piu’ del triplo del giusto aumento
ponderale dei loro coetanei sani. La conferma arriva da uno
studio sui bambini americani pubblicato su Jama. Ma si tratta di
un quadro del tutto simile per i piccoli italiani che gia’ prima
della pandemia registravano tassi di sovrappeso pari al 20.4% e
di obesita’ pari al 9.4% e che secondo la Societa’ italiana di
Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (Siedp) si e’ complicato
ulteriormente anche perche’ gli ambulatori dedicati all’obesita’
infantile sono stati tra i primi a essere chiusi con il
lockdown.
In occasione della Giornata mondiale dedicata all’obesita’
che si celebra il 4 marzo, per favorire e promuovere corretti
stili di vita e alimentari nei bambini e negli adolescenti obesi
o in sovrappeso, la Societa’ scientifica ha messo a punto un
vademecum, scaricabile sul suo sito, con alcuni semplici
consigli per contrastare il guadagno di peso e migliorare il
metabolismo.
Intanto sotto accusa c’e’ non solo il peggioramento delle
abitudini alimentari e la riduzione dell’attivita’ fisica, ma
anche il fatto che le famiglie sono lasciate da sole ad
affrontare il problema e spesso non si rendono conto dei chili
di troppo dei figli: quattro mamme su dieci vedono infatti i
propri figli in forma fisica anche se in sovrappeso o obesi.
“L’obesita’ infantile e’ un problema irrisolto nel nostro
Paese che la pandemia non ha fatto altro che peggiorare, con
l’aumento del consumo di snack, bibite e il maggior tempo
trascorso davanti al video”, spiega Mariacarolina Salerno,
presidente Siedp.
“C’e’ anche da affrontare un risvolto prettamente sociale,
infatti spesso i bambini sovrappeso o obesi si trovano in
contesti economici e culturali gia’ di per se’ svantaggiati,
proprio quei contesti che la pandemia ha colpito ancora piu’
duramente”, osserva Maria Rosaria Licenziati, segretario
generale Siedp, “il problema non si esaurira’ con la pandemia ma
lascera’ i suoi strascichi a lungo: infatti si stima che un
bambino obeso abbia un rischio di divenire un adulto obeso dal
doppio a 6,5 volte maggiore rispetto a un bambino normopeso”.
Con il 9.4% dei bambini obesi (inclusi i bambini
gravemente obesi che rappresentano il 2.4%) e il 20,4% in
sovrappeso, l’Italia e’ al quarto posto in Europa, dopo Cipro,
Grecia e
Spagna, tra i Paesi con i piu’ alti valori di eccesso ponderale
nell’infanzia
Secondo i dati forniti nel luglio scorso dall’Istituto
Auxologico Italiano-Irccs, in Italia, come per gli adulti,
bambini e ragazzi tra 3 e 17 anni mostrano un forte gradiente
territoriale nella distribuzione dell’obesita’ tra la popolazione
giovanile: 34,1% al Sud, 20,0%nel Nord-Ovest, 22,4 nel Nord-Est,
23,9 Centro, 28,4 nelle isole, con quote piu’ elevate
soprattutto in Campania (37,8%), Molise (33,5%), Basilicata
(32,4%), Abruzzo e Puglia (31,2%).