All’Ospedale del Mare la chirurgia plastica ricostruttiva si conferma un punto di riferimento per la sanità campana, grazie a un approccio multidisciplinare, tecnologie avanzate e grande attenzione al paziente. Ne parliamo con il professor Alfredo Borriello, direttore dell’Unità Operativa Complessa.

Professore, qual è il ruolo della chirurgia plastica ricostruttiva all’Ospedale del Mare?
«Il nostro è un centro di eccellenza che si occupa di chirurgia plastica ricostruttiva a 360 gradi. Lavoriamo su un bacino d’utenza molto ampio e rappresentiamo un punto di riferimento per numerose patologie, offrendo percorsi completi e altamente specializzati».

Quali sono i principali ambiti di intervento?
«Ci occupiamo di ricostruzione dopo traumi, tumori e patologie complesse. Un settore di grande rilievo è la ricostruzione mammaria, dove accompagniamo le pazienti lungo tutto il percorso, dalla fase oncologica fino al recupero psicofisico».

Quanto è importante l’integrazione con altri reparti?
«È fondamentale. Collaboriamo costantemente con oncologia, ortopedia e chirurgia generale. L’approccio multidisciplinare ci permette di offrire cure più efficaci e personalizzate».

La ricostruzione mammaria è un punto di forza: qual è il vostro approccio?
«Utilizziamo tecniche avanzate che consentono, in molti casi, di affrontare in un unico ricovero sia l’intervento oncologico sia la ricostruzione. Questo ha un impatto molto importante anche dal punto di vista psicologico».

Qual è il ruolo dell’innovazione tecnologica?
«È centrale. Impieghiamo tecniche di microchirurgia e medicina rigenerativa che ci permettono di trattare anche i casi più complessi, come la ricostruzione degli arti con metodiche microvascolari avanzate».

Vi occupate anche di emergenze?
«Certamente. Gestiamo traumi complessi e urgenze che richiedono interventi immediati. La tempestività è determinante per ottenere i migliori risultati funzionali ed estetici».

Cosa si intende per chirurgia post-bariatrica?
«Si tratta di interventi rivolti a pazienti che, dopo importanti perdite di peso, presentano eccessi cutanei. Sono condizioni che possono causare disagi sia fisici sia psicologici, e il nostro obiettivo è migliorare la qualità della vita».

Quanto conta l’aspetto psicologico nei vostri percorsi?
«È un elemento centrale. La chirurgia ricostruttiva non è solo tecnica: aiutiamo i pazienti a ritrovare equilibrio, una nuova immagine corporea e una piena integrazione sociale».

Quali servizi offrite a livello ambulatoriale?
«La nostra attività è molto ampia: seguiamo i pazienti nel post-operatorio e trattiamo ferite difficili, ulcere e lesioni complesse con tecnologie avanzate».

La medicina rigenerativa è già una realtà nel vostro reparto?
«Sì, rappresenta una frontiera molto importante. Le tecniche innovative stanno migliorando i processi di guarigione e la qualità dei tessuti».

C’è spazio anche per la formazione?
«Assolutamente sì. Siamo un centro di riferimento anche per la formazione dei giovani medici, che qui possono acquisire competenze avanzate».

Qual è il valore aggiunto dell’Ospedale del Mare?
«L’organizzazione e l’iperspecializzazione, unite alla presenza di professionisti altamente qualificati e a un forte lavoro di squadra».

Un messaggio ai pazienti?
«Affidarsi a centri specializzati è fondamentale. La chirurgia ricostruttiva oggi offre possibilità straordinarie: il nostro obiettivo è restituire non solo la funzione, ma anche dignità e qualità della vita».

A sottolineare l’importanza del modello organizzativo è anche il direttore sanitario Giuseppe Vitiello: «La sanità moderna deve puntare su organizzazione, qualità delle competenze e integrazione tra reparti. Il nostro impegno è garantire ai cittadini un’assistenza sempre più efficiente, riducendo i tempi di attesa e mettendo il paziente al centro».

A cura di Mario Orlando