Ho voluto attendere che si celebrassero i funerali del piccolo Domenico prima di esprimere pubblicamente il mio dolore. Un dolore profondo, che porterò sempre nel cuore, come quello di tutti coloro che sono stati colpiti da una vicenda tanto drammatica quanto difficile da accettare.

La storia del piccolo Domenico scuote le coscienze, tocca l’anima e colpisce il cuore di tutti. Ed è proprio di un cuore sano che quel piccolo angelo avrebbe avuto bisogno. Invece la sua giovane vita si è spezzata troppo presto, non per sua volontà ma, secondo quanto emerge, per una catena di errori e responsabilità che ora dovranno essere accertate con chiarezza e giustizia.

Errori che, se confermati, non possono e non devono restare senza risposta. Chi ha sbagliato dovrà assumersi le proprie responsabilità, senza se e senza ma. È un principio di rispetto verso la famiglia del piccolo Domenico e verso tutti i cittadini che affidano la propria salute alle strutture sanitarie.

Questa vicenda, però, non deve trasformarsi in una generalizzazione. Non si può e non si deve fare di tutta l’erba un fascio. La sanità campana e quella italiana sono composte da migliaia di professionisti che ogni giorno lavorano con dedizione, competenza e spirito di sacrificio per salvare vite umane.

Medici, infermieri e operatori sanitari che spesso, lontano dai riflettori, trascorrono intere giornate e notti in corsia e in sala operatoria per garantire cure e assistenza ai pazienti. Una realtà fatta di impegno, professionalità e ricerca continua dell’eccellenza.

Proprio per raccontare questa parte della sanità, quella che funziona e che rappresenta un motivo di orgoglio per il nostro territorio, nasce la rubrica “Medicina Futura”, realizzata grazie alla sensibilità del direttore de Il Roma, Antonio Sasso, che mi ha dato la possibilità di far conoscere ai lettori le tante eccellenze della sanità pubblica.

Attraverso interviste ai medici, reportage dalle sale operatorie e servizi televisivi esclusivi, la rubrica racconta l’evoluzione della medicina: dalle tecnologie di ultima generazione alla telemedicina, fino all’utilizzo dell’intelligenza artificiale applicata alla diagnosi e alla cura.

È questo il volto della sanità che spesso non fa rumore ma che ogni giorno salva vite, allevia sofferenze e restituisce speranza ai pazienti e alle loro famiglie.

La tragedia del piccolo Domenico deve restare nella memoria di tutti come un monito affinché errori simili non si ripetano mai più. Ma allo stesso tempo deve spingerci a sostenere e valorizzare quella sanità pubblica fatta da medici e professionisti che lavorano instancabilmente, ventiquattro ore su ventiquattro, per il bene dei cittadini.

Perché accanto agli errori, che vanno sempre accertati e puniti, esiste anche una sanità fatta di eccellenza, competenza e grande umanità.

di Mario Orlando