«Non sono solo fotografie, ma frammenti di vita che raccontano dolore, resistenza e rinascita». Con questo spirito prende forma la decima edizione della mostra “Women for Women Against Violence”, inaugurata alla Stazione Marittima di Napoli, dove resterà aperta al pubblico fino al 28 aprile.
L’esposizione, firmata dalla fotografa Tiziana Luxardo, raccoglie ventuno ritratti di donne che hanno attraversato esperienze drammatiche: dalla violenza di genere alla lotta contro il tumore al seno. Ogni immagine diventa testimonianza di una battaglia personale e, al tempo stesso, simbolo universale di forza e resilienza.
Promossa dal Consorzio Umanitas e guidata dalla giornalista Donatella Gimigliano, l’iniziativa nasce proprio da un’esperienza diretta di sofferenza trasformata in impegno concreto. «Il tumore lascia segni indelebili: non è solo una diagnosi, ma una frattura profonda che cambia la percezione di sé. È una sofferenza che parla la stessa lingua della violenza di genere», ha spiegato Gimigliano. «Ho incontrato tante donne che hanno superato queste prove, portando cicatrici diverse ma ugualmente profonde».
Tra le protagoniste della mostra, storie che colpiscono e interrogano. C’è Maria Antonietta Rositani, sopravvissuta a un tentativo di femminicidio: «Sono rimasta in ospedale per 24 mesi e ho affrontato oltre duecento interventi. Oggi queste immagini raccontano che, nonostante tutto, dentro ognuna di noi può nascere un percorso di rinascita».
E ancora Filomena Lamberti, segnata da un’aggressione con l’acido: «Il mio volto oggi racconta la perdita di un’identità, ma anche la forza di andare avanti». Accanto a lei, Antonietta Tuccillo, paziente oncologica: «Combatto da otto anni e mezzo contro un tumore ovarico cronico. Grazie a “Women for Women” ho trovato un sostegno fondamentale».
Nel corso dell’inaugurazione è stato inoltre assegnato il Camomilla Award a Cristina Savarese, giovane madre di Pompei sopravvissuta a un’aggressione domestica, a testimonianza di un impegno che unisce sensibilizzazione e solidarietà concreta.
All’evento hanno partecipato anche il presidente della Lilt Napoli Adolfo Gallipoli e la presidente della Commissione Sanità della Regione Campania Loredana Raia, entrambi intervenuti sul tema della prevenzione. «Grazie alla prevenzione senologica oggi l’86% dei tumori può essere sconfitto», ha ricordato Gallipoli. Raia ha invece sottolineato un importante obiettivo per il territorio: «L’uscita della Campania dal Piano di rientro consentirà di abbassare a 45 anni l’età per accedere agli screening preventivi».
Una mostra che va oltre l’arte e diventa messaggio sociale: un invito a non voltarsi dall’altra parte e a riconoscere, dietro ogni volto, una storia di dolore trasformata in forza.
M.O