“Tuttopizza a Shanghai è stata un’occasione straordinaria per promuovere la cultura della pizza, l’arte del pizzaiolo napoletano, patrimonio Unesco, e per creare nuove opportunità di sviluppo per le nostre aziende. La Campania, unica regione italiana presente in modo autonomo durante la cerimonia di apertura, è stata accolta con grande entusiasmo
dalle autorità cinesi. Le degustazioni e le attività di promozione presso lo stand regionale, realizzate in collaborazione con l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, hanno attirato centinaia di visitatori, dimostrando quanto il made in Campania sia apprezzato e ricercato anche in Oriente”. Lo ha detto l’assessore regionale all’agricoltura, Nicola Caputa, commentando l’evento appena conclusosi. Nelle stesse giornate, a Napoli si è svolta l’ottava edizione di Tuttopizza, una grande festa che ha riscosso a sua volta un notevole successo. “Stiamo lavorando per creare un sistema
virtuoso che valorizzi tutta la filiera della pizza campana”, ha
spiegato Caputo. “Il mercato globale della pizza vale oltre 148
miliardi di dollari e cresce rapidamente, perché risponde alle
esigenze di un’alimentazione sana, autentica e accessibile.
Vogliamo mettere in evidenza la qualità dei nostri prodotti e il
forte legame con le tradizioni locali. Tra le iniziative in
cantiere, c’è la creazione della blockchain della pizza
napoletana, per garantire tracciabilità e trasparenza, dalla
materia prima alla tavola, promuovendo un prodotto autentico e
certificato”.
Inoltre, con il recente bando SRG10 “Promozione dei prodotti
di qualità”, si sta rafforzando la collaborazione tra i diversi
consorzi di tutela dei prodotti a marchio regionale, per
promuovere un sistema unito e forte di tutta la filiera.
“La pizza campana, fatta con ingredienti di eccellenza come
oli Dop, Pomodorino del Piennolo, San Marzano e Mozzarella di
Bufala Dop, è un simbolo della Dieta Mediterranea, portatrice di
salute, tradizione e convivialità”, ha concluso Caputo.
“Continueremo a valorizzarla nel mondo, portando avanti questa
grande tradizione”.