Nella suggestiva cornice dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, in via Partenope, il Commissario Agcom Massimiliano Capitanio ha presentato ieri il suo ultimo volume, “Coincidenze: storie in prestito dai viaggiatori”. L’incontro, che ha visto la partecipazione di esponenti del mondo dell’informazione, dell’accademia e delle istituzioni, si è trasformato in una profonda riflessione sul senso del tempo e dell’incontro umano in un’epoca dominata dalla velocità digitale.

L’elogio dell’incontro casuale

Il libro raccoglie 26 racconti nati tra i vagoni dei treni, luoghi dove il destino incrocia traiettorie di vita apparentemente distanti. Capitanio, con una scrittura fluida e attenta al dettaglio, si fa “ladro di storie”, rubando sguardi, frammenti di conversazioni e silenzi per restituire un mosaico dell’umanità contemporanea. Non si tratta solo di cronache di viaggio, ma di un’indagine sociologica che invita a rialzare lo sguardo dallo smartphone per riscoprire l’altro.

Il dibattito all’Ordine

Il Presidente dell’OdG Campania, Ottavio Lucarelli, ha aperto i lavori sottolineando l’importanza di narrazioni che, come quella di Capitanio, recuperano il valore dell’ascolto, dote fondamentale per ogni giornalista. Al tavolo dei relatori, il filosofo Nicola Magliulo ha esplorato il concetto di “coincidenza” non come puro caso, ma come opportunità di senso, mentre il docente Marcello Russo ha analizzato l’impatto dei legami deboli nella società moderna.

Il treno come “non-luogo” fertile

Durante la presentazione, moderata da Luigi Falco, è emerso come il treno rappresenti lo spazio ideale per la narrazione: un “non-luogo” dove le difese sociali si abbassano e gli sconosciuti diventano depositari di confessioni inaspettate. Capitanio ha ribadito come il libro nasca dall’esigenza di fermarsi e osservare, trasformando ogni fermata in un capitolo di vita vissuta.

L’evento si è concluso con un vivace dibattito sul ruolo della comunicazione oggi, confermando come la carta stampata e la letteratura possano ancora offrire bussole preziose per orientarsi nella complessità del presente.

M.O