{"id":9378,"date":"2016-01-27T07:47:47","date_gmt":"2016-01-27T06:47:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.caprievent.it\/tv\/?p=9378"},"modified":"2016-01-27T07:47:47","modified_gmt":"2016-01-27T06:47:47","slug":"liran-aspetta-la-rivoluzione-culturale-delle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.caprievent.it\/tv\/liran-aspetta-la-rivoluzione-culturale-delle-donne\/","title":{"rendered":"L\u2019Iran aspetta la rivoluzione culturale delle donne"},"content":{"rendered":"<p>di Elia Fiorillo<br \/>\n<strong>L\u2019auspicato cambio di rotta sul piano dei diritti umani \u00e8 stato smentito dai fatti.<\/strong><br \/>\nHassan Rouhani, presidente della Repubblica Islamica, in questi giorni in visita ufficiale in Italia, fu eletto il 14 giugno <a href=\"https:\/\/www.caprievent.it\/tv\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/donna-1111.png\" rel=\"attachment wp-att-9379\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-9379\" src=\"https:\/\/www.caprievent.it\/tv\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/donna-1111-300x189.png\" alt=\"donna 1111\" width=\"300\" height=\"189\" srcset=\"https:\/\/www.caprievent.it\/tv\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/donna-1111-300x189.png 300w, https:\/\/www.caprievent.it\/tv\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/donna-1111-87x55.png 87w, https:\/\/www.caprievent.it\/tv\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/donna-1111.png 682w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>del 2013. Molti osservatori internazionali si dichiararono allora ottimisti per un auspicato cambio di rotta dell\u2019Iran sul piano dei diritti umani. Un atteggiamento fiducioso smentito dal numero delle condanne a morte praticate. Secondo l\u2019organizzazione umanitaria \u201cNessuno tocchi Caino\u201d almeno 2.277 prigionieri sono stati giustiziati in Iran dall\u2019inizio della presidenza di Rouhani (tra il 1\u00b0 luglio 2013 e il 15 gennaio 2016). &lt;&lt;\u00c8 il numero di esecuzioni tra i pi\u00f9 alti nella storia recente dell\u2019Iran, che lo classifica come il primo \u201cPaese-boia\u201d del mondo in rapporto al numero di abitanti&gt;&gt;.<\/p>\n<p>Qualche anno fa, nel maggio del 2009, abbiamo seguito la triste odissea di Delara Darabi, accusata a diciassette anni di un presunto delitto. Il giudice aveva concesso una proroga alla sua impiccagione, in attesa che i parenti della vittima riflettessero sulla concessione del perdono. Fu giustiziata a ventitr\u00e9 anni, senza preavviso e senza aspettare il pronunciamento dei familiari dell\u2019ucciso. Ma, anche, senza avere la possibilit\u00e0 d\u2019incontrare i suoi congiunti prima della morte. Le fu concessa solo una telefonata qualche minuto prima che il cappio l\u2019uccidesse. Forse al regime di allora dava fastidio la sua notoriet\u00e0 di pittrice o, chiss\u00e0, quella popolarit\u00e0 che la giovane donna aveva fu strumentalizzata per fare notizia. Per lanciare l\u2019ennesimo monito alla popolazione, nell\u2019ottica della gestione del potere.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 stato in Iran e ha visitato citt\u00e0 come Teheran e Shiraz ad esempio, ha avvertito soprattutto lo scorrere lento e sereno della vita di tutti i giorni. Un brulichio di commerci, d\u2019iniziative, di traffici dove anche la donna ha un ruolo determinante, anche se non riconosciuto. E quando hai la possibilit\u00e0 di confrontarti, di conversare, con quelle donne, abbigliate con abiti per noi anacronistici, ma con visi curati e truccati come non n\u00e9 trovi nemmeno in Occidente, allora ti rendi conto che una rivoluzione culturale \u00e8 in atto. S\u00ec, c\u2019\u00e8 ancora il divieto che le donne possano parlare in pubblico, nei tram gli uomini hanno scompartimenti riservati mentre le donne sono assiepate da un\u2019altra parte, e via dicendo. Per\u00f2, appena osservi le donne mentre si confrontano liberamente con l\u2019altro sesso, quello dominante (sic!) \u2013 il maschio \u00e8 maggiorenne a quindici anni, la donna a solo nove -, ti rendi conto che il passo per un radicale cambiamento \u00e8 possibile. La sharia certe licenze non le prevede, ma esse ci sono e appaiono sempre pi\u00f9 segni di una lenta ma inesorabile rivoluzione culturale. L\u2019accordo sul nucleare raggiunto tra l\u2019Iran e i paesi del cosiddetto \u201c5+1\u2033, cio\u00e8 i membri del Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU con potere di veto (Regno Unito, Francia, Stati Uniti, Russia e Cina) pi\u00f9 la Germania, aiuter\u00e0 il processo di avvicinamento all\u2019Occidente, in particolare per la caduta di certe sanzioni.<\/p>\n<p>Sulla tematica dell\u2019energia nucleare la propaganda di regime aveva lavorato molto sulla popolazione, portando a casa ottimi risultati. Se aprivi il confronto su questo argomento uomini e donne, emancipati o meno, ti guardavano esterrefatti nella certezza che l\u2019Occidente, l\u2019odiata America, non volesse il progresso dell\u2019Iran: lo voleva schiavo. La stessa indignazione non veniva fuori per\u00f2 se toccavi la questione dei diritti civili: nessuno aveva intenzione di approfondire la faccenda, per paura, per dissenso, per pudore.<br \/>\nNon \u00e8 sempre vero che un popolo si merita il governo che ha. Nelle democrazie compiute \u00e8 cos\u00ec. Per i regimi dittatoriali questo ragionamento non vale. Nello scacchiere mondiale l\u2019Europa per l\u2019Iran pu\u00f2 far molto, accelerando il salto in avanti che quel popolo gi\u00e0 sta tentando di fare. Mai abdicando alla denuncia ferma e costante dei crimini efferati contro la persona umana, ma evitando di accomunare \u2013 facendo di tutt\u2019erba un fascio \u2013 i carnefici con le vittime.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che le guerre, il finanziamento di azioni rivoluzionarie o cose del genere, la cosa che sul medio lungo-periodo risulter\u00e0 vincente \u00e8 la \u201ccontaminazione culturale\u201d. Bisogna trovare i modi giusti perch\u00e9 ci\u00f2 possa avvenire, nella scelta libera e condivisa delle popolazioni, al di l\u00e0 dei regimi. Solo cos\u00ec in certe aree geografiche del globo si potr\u00e0 cambiare pagina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Elia Fiorillo L\u2019auspicato cambio di rotta sul piano dei diritti umani \u00e8 stato smentito dai fatti. Hassan Rouhani, presidente della Repubblica Islamica, in questi giorni in visita ufficiale in Italia, fu eletto il 14 giugno del 2013. 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