Santa Maria Capua Vetere — “Una violenza cieca che ha sconvolto un’intera comunità”. Con queste parole gli investigatori descrivono l’aggressione avvenuta lo scorso 3 ottobre 2025 in piazza Mazzini, dove un ragazzo di 17 anni è stato brutalmente rapinato della sua bicicletta elettrica da una gang composta da giovani tra i 18 e i 20 anni.

I carabinieri hanno arrestato quattro cittadini egiziani, tutti destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Gli indagati sono accusati di rapina aggravata ai danni del minore, anche lui egiziano e ospite di una comunità per minori non accompagnati.

Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura sammaritana, il branco avrebbe accerchiato il giovane in pieno centro cittadino. “Uno dei componenti della gang gli ha puntato un coltello alla gola intimandogli di consegnare la bici”, ricostruiscono gli inquirenti. Gli altri complici lo avrebbero invece afferrato alle spalle, scaraventandolo a terra e colpendolo violentemente.

Momenti di autentico terrore culminati con il furto della bicicletta elettrica. Il piano della banda è però saltato per l’arrivo improvviso di una pattuglia dei carabinieri che ha costretto i giovani alla fuga, inducendoli ad abbandonare il mezzo poco distante.

Determinante per le indagini è stata la denuncia della vittima che, nonostante lo choc subito, è riuscita a fornire ai militari dettagli preziosi sulle fattezze degli aggressori. Fondamentale anche il supporto delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, che hanno consentito agli investigatori di identificare rapidamente i responsabili.

Per uno dei quattro arrestati si aggiunge anche l’accusa di danneggiamento di un monumento storico dedicato a Giuseppe Garibaldi, situato nei pressi della villa comunale cittadina. Un episodio avvenuto nel settembre scorso e che il giovane avrebbe addirittura esibito sui social network, vantandosi pubblicamente del gesto vandalico.

L’operazione dei carabinieri arriva al termine di settimane di accertamenti e restituisce un primo segnale di sicurezza a una comunità profondamente colpita dall’episodio. “Non si può permettere che violenza e paura prendano il sopravvento nelle nostre città”, sottolineano fonti investigative. Una vicenda che riaccende il dibattito sul disagio giovanile e sulla crescente escalation di episodi di criminalità urbana tra baby gang.