Una domenica di sole, mare e temperature quasi estive ha spinto migliaia di persone a raggiungere sin dalle prime ore del mattino le spiagge cittadine per concedersi il primo tuffo della stagione e qualche ora di relax sotto il sole primaverile.

Famiglie, giovani e turisti hanno affollato i litorali, trasformando le spiagge in un vero e proprio punto di ritrovo per trascorrere una giornata all’insegna della spensieratezza.

Ma accanto alle immagini di ombrelloni improvvisati, sorrisi e bagni fuori stagione, emerge ancora una volta una realtà che fa discutere e indignare.

Molte aree balneari si sono presentate in condizioni tutt’altro che decorose.

Rifiuti lasciati sulla sabbia, bottiglie di plastica, cartacce, residui di cibo e cumuli di sporcizia hanno accolto i bagnanti.

Uno scenario che ha provocato rabbia tra i cittadini.

“È vergognoso – racconta un residente – ogni anno assistiamo alla stessa scena indecente. Appena arriva una giornata di sole le spiagge vengono prese d’assalto, ma nessuno si preoccupa di farle trovare pulite”.

“Paghiamo le tasse – denuncia una madre – eppure siamo costretti a portare i nostri figli in luoghi sporchi e poco sicuri”.

Nel mirino finiscono ancora una volta amministrazione comunale e municipalità.

Secondo molti cittadini manca una programmazione seria e soprattutto un controllo costante del territorio.

“Possibile che nessuno controlli?” si chiedono i bagnanti.

“Dove sono gli amministratori?”

“Perché si interviene sempre quando ormai il danno è fatto?”

Domande che si rincorrono tra i presenti e che alimentano un malcontento sempre più diffuso.

Molti denunciano l’assenza di interventi preventivi.

Con l’arrivo della bella stagione era prevedibile l’aumento delle presenze lungo il litorale.

Eppure, ancora una volta, la città si è fatta trovare impreparata.

Cestini insufficienti.

Pulizia assente.

Controlli inesistenti.

Una situazione che rischia di compromettere uno dei patrimoni naturali più amati dai cittadini.

Ma in mezzo al degrado c’è anche chi ha deciso di non restare a guardare.

Alcuni gruppi di residenti e volontari si sono organizzati autonomamente.

Sacchi alla mano hanno ripulito tratti di spiaggia invasi dai rifiuti.

Un gesto concreto che ha restituito dignità a luoghi troppo spesso dimenticati.

“Non possiamo aspettare sempre qualcuno che non arriva mai – spiegano alcuni volontari – amiamo il nostro mare e vogliamo difenderlo”.

Un’iniziativa spontanea che ha raccolto applausi e consensi.

“Questi cittadini meritano rispetto – afferma un bagnante – stanno facendo quello che dovrebbero fare le istituzioni”.

Il contrasto appare evidente.

Da una parte cittadini responsabili.

Dall’altra istituzioni accusate di immobilismo.

Napoli mostra ancora una volta il suo volto migliore attraverso il senso civico della gente comune.

Ma allo stesso tempo mette in evidenza ritardi e inefficienze che non possono più essere ignorati.

Le spiagge rappresentano un bene comune.

Vanno tutelate.

Vanno curate.

Vanno rese accoglienti.

Perché il mare non può diventare il simbolo dell’abbandono.

E mentre i cittadini raccolgono i rifiuti lasciati nell’indifferenza generale, resta una domanda che pesa come un macigno:

chi dovrebbe davvero occuparsi di tutto questo?

E soprattutto, fino a quando saranno ancora i cittadini a dover rimediare alle assenze delle istituzioni?

M.O