Prende il via nella Casa Circondariale di Poggioreale un importante progetto dedicato alla tutela della salute della popolazione detenuta. Grazie alla collaborazione istituzionale tra la Procura Generale di Napoli, l’ASL Napoli 1 Centro e i medici volontari di AFMAL APS, sono iniziate le visite specialistiche che puntano a garantire un’assistenza sanitaria più tempestiva e qualificata all’interno degli istituti penitenziari.
L’iniziativa rappresenta un modello di cooperazione tra istituzioni e volontariato, nato con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure e rendere pienamente effettivo il diritto alla salute anche per le persone private della libertà personale.
Nei prossimi giorni il programma proseguirà con uno screening dermatologico rivolto ai detenuti di Poggioreale e del Centro Penitenziario di Secondigliano, finalizzato all’individuazione precoce e al contenimento di patologie diffuse e potenzialmente contagiose.
Sono già quindici gli specialisti che hanno aderito al progetto, mettendo gratuitamente a disposizione la propria professionalità in diverse discipline, tra cui ortopedia, medicina interna, neurologia, dermatologia, ginecologia e pneumologia, in sinergia con il Servizio Sanitario Nazionale.
“L’ingresso dei medici volontari negli istituti penitenziari significa portare competenze, ascolto e vicinanza a persone che vivono condizioni di particolare fragilità”, sottolinea Fra Gerardo D’Auria, presidente di AFMAL APS. “Nel solco della missione dei Fatebenefratelli, il diritto alla cura non può fermarsi davanti a una sbarra.”
Per il Procuratore Generale di Napoli, , l’avvio immediato delle visite rappresenta “la risposta più concreta all’appello pubblico rivolto per fronteggiare la carenza di medici specialisti nelle carceri”. Policastro evidenzia come la collaborazione tra Procura Generale, ASL e volontariato dimostri che “è possibile superare gli ostacoli burocratici e garantire il diritto costituzionale alla salute, presupposto fondamentale della dignità della persona detenuta”.
Sulla stessa linea il Direttore Generale dell’ASL Napoli 1 Centro, , che ribadisce l’impegno dell’azienda sanitaria nel garantire il necessario supporto organizzativo e logistico. “L’integrazione tra attività istituzionale e volontariato – afferma – consente di ampliare concretamente l’offerta sanitaria e di assicurare percorsi di cura appropriati e tempestivi, nel pieno rispetto delle competenze di tutti i soggetti coinvolti.”
Il progetto, destinato ad ampliarsi progressivamente, interesserà anche l’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida, consolidando un percorso che mette al centro la salute come diritto fondamentale e universale, anche all’interno del sistema penitenziario.
di Mario Orlando