Sarà una visita dal forte valore spirituale, sociale e civile quella che Papa Leone XIV compirà il prossimo 23 maggio ad Acerra, nel cuore della Terra dei Fuochi. Un appuntamento atteso da anni che, secondo il vescovo di Acerra e presidente della Conferenza Episcopale Campana, Antonio Di Donna, rappresenta il segno concreto di una “continuità” con il magistero di Papa Francesco e con il messaggio dell’enciclica Laudato sì.

Una visita che idealmente riannoda il filo interrotto della mancata presenza di Papa Francesco nel 2020, annullata a causa della pandemia. Oggi quel percorso riprende con Papa Leone XIV che arriverà in una terra ferita dall’inquinamento ambientale, simbolo delle tante emergenze ecologiche e sanitarie che attraversano il Paese.

“Il Santo Padre verrà qui per tutti i territori feriti d’Italia”, ha sottolineato monsignor Di Donna, ricordando come siano ben 51 le aree italiane segnate da profonde criticità ambientali. La presenza del Pontefice, alla vigilia dell’undicesimo anniversario della Laudato sì, assume così un significato ancora più profondo: richiamare istituzioni, cittadini e comunità ecclesiali alla responsabilità verso il creato e alla tutela della vita.

L’arrivo del Papa sarà accolto anche da cento bambini appartenenti a diverse religioni, simbolo di dialogo, fratellanza e speranza per il futuro. Un’immagine che vuole testimoniare come la salvaguardia dell’ambiente e della salute sia una battaglia universale, capace di unire culture e popoli differenti.

Nel Duomo di Acerra il Pontefice incontrerà i vescovi della Campania, le famiglie dei bambini malati di tumore e i genitori dei piccoli che non sono sopravvissuti alla malattia. Un dolore che, come ricordato dal vescovo, trova conferma anche negli studi scientifici dell’Istituto Superiore di Sanità sul legame tra inquinamento ambientale e patologie oncologiche.

A Papa Leone XIV sarà consegnata anche una Via Crucis dedicata ai malati della Terra dei Fuochi, un’opera intensa e carica di significato che raccoglie il grido di sofferenza di intere comunità. Ma accanto al dolore, il vescovo Di Donna vuole raccontare al Santo Padre anche le eccellenze e la forza di riscatto del territorio, affinché la speranza non venga mai soffocata.

La visita proseguirà in piazza Calipari, dove il Papa incontrerà i sindaci dei novanta comuni compresi tra Napoli e Caserta interessati dal fenomeno della Terra dei Fuochi, insieme alle delegazioni provenienti da altre realtà segnate dall’inquinamento, come Taranto e Frosinone.

Per la Chiesa campana la Laudato sì resta una vera “stella polare”, non soltanto un documento ambientalista ma un richiamo profondo alla fede e alla custodia del creato. “È in gioco la sopravvivenza del pianeta”, ha ribadito Di Donna, evidenziando come la cura della terra rappresenti prima di tutto una responsabilità morale e spirituale.

L’attesa per la visita del Pontefice è dunque carica di emozione ma anche di aspettative concrete. Le parole di Papa Leone XIV potrebbero rappresentare una nuova spinta per non abbassare l’attenzione su un dramma che continua a segnare migliaia di famiglie. Un messaggio di speranza e di responsabilità collettiva affinché il riscatto della Terra dei Fuochi non resti soltanto un desiderio, ma diventi finalmente un impegno condiviso.

M.O