Tra scongiuri, amuleti e quel fatalismo tutto napoletano che accompagna ogni stagione vincente, il Napoli continua a stravincere e a far sognare un popolo intero. Dopo il trionfo in Supercoppa a Riad e la caduta inattesa di Udine, gli azzurri riprendono il cammino in campionato con una vittoria netta e autorevole contro la Cremonese, mai davvero in grado di scalfire la solidità della squadra di Antonio Conte. Al Maradona va in scena l’ennesima prova di forza: matura, cinica, consapevole.
Il volto della serata è ancora una volta quello di Rasmus Hojlund, trascinatore silenzioso e implacabile, autore di una doppietta che indirizza il match già nel primo tempo. Il Napoli colpisce presto, senza concedere illusioni: al 13’, dopo un rimpallo sul tiro di Spinazzola, la palla carambola sui piedi dell’attaccante danese che, a due passi dalla porta, non sbaglia e firma l’1-0. È il segnale che la partita è saldamente nelle mani dei padroni di casa.
La Cremonese prova a reagire con generosità, alza l’intensità, crea qualche mischia in area, ma trova sempre una difesa azzurra attenta, compatta, lucida. Il Napoli non si scompone, controlla gli spazi e aspetta il momento giusto per colpire di nuovo. E quel momento arriva allo scadere della prima frazione: ancora un rimpallo, ancora Hojlund, ancora la palla in fondo al sacco per il 2-0 che pesa come un macigno e manda le squadre negli spogliatoi con la sensazione di un verdetto già scritto.
Nella ripresa la squadra di Conte abbassa i giri del motore ma non perde mai il controllo. La Cremonese cambia volto con le sostituzioni e prova ad alzare il baricentro, ma il Napoli gestisce con intelligenza, rallenta il ritmo, difende con ordine e concede pochissimo. La manovra resta pulita, il possesso è ragionato, la sensazione è quella di una squadra padrona del proprio destino. Il tris viene solo sfiorato, prima da Hojlund e poi da Rrahmani, mentre Audero è chiamato agli straordinari per negare a McTominay il gol della bandiera.
Nel finale i grigiorossi spingono con orgoglio, Grassi spreca una buona occasione e il portiere si supera ancora su un tiro da fuori area, evitando un passivo più pesante. Ma il copione non cambia. Il Napoli chiude senza affanni, con la sicurezza di chi sa quando accelerare e quando amministrare.
È una vittoria che va oltre il risultato: certifica la ripartenza immediata dopo Riad, rafforza le certezze di Conte e alimenta un entusiasmo che in città cresce giorno dopo giorno. Tra scaramanzia e sogni proibiti, Napoli guarda avanti con fiducia. La strada è lunga, ma questo Napoli sembra avere tutto: fame, qualità e una convinzione incrollabile di poter andare fino in fondo.

A cura di Salvatore Amabile