Napoli inaugura la stagione estiva con immagini che fanno discutere e indignare. Da un lato il mare preso d’assalto da famiglie, giovani e turisti, dall’altro il volto peggiore dell’incuria: spiagge libere sporche, senza servizi igienici, prive di docce e lasciate nel degrado più totale. Una situazione che questo fine settimana ha provocato rabbia e proteste tra gli abituali frequentatori della Mappatella Beach alla Rotonda Diaz e della Spiaggia di Posillipo.
Una “cartolina” ben diversa da quella che una città come Napoli dovrebbe offrire ai cittadini e ai visitatori. La sorpresa amara è stata trovare arenili affollati ma completamente sprovvisti di condizioni minime di dignità e sicurezza. Nessun bagno pubblico funzionante, nessuna doccia, pochi controlli e montagne di rifiuti accumulate dopo ore di presenze incontrollate.
Le immagini della spazzatura disseminata sulla sabbia hanno fatto rapidamente il giro dei social, alimentando polemiche e accuse verso le istituzioni. Per molti cittadini non basta più parlare di “spiagge libere” se poi si abbandonano le persone all’assenza totale di servizi essenziali.
“La spiaggia pubblica deve essere un diritto, ma anche un luogo decoroso”, protestano numerosi bagnanti. “Non è possibile che famiglie con bambini, anziani e turisti debbano affrontare una giornata al mare senza bagni, senza acqua e tra i rifiuti”.
Nel mirino finiscono i responsabili della gestione del litorale, la politica cittadina, gli enti competenti e chi ha il compito di garantire controlli e vivibilità sulle spiagge. Le critiche coinvolgono anche la Capitaneria e tutte le autorità che, secondo molti cittadini, avrebbero dovuto predisporre un piano efficace per affrontare l’enorme afflusso del primo caldo estivo.
La sensazione diffusa è quella di uno scaricabarile continuo, dove nessuno si assume realmente la responsabilità di garantire servizi minimi e decoro urbano. Eppure il problema non nasce oggi: ogni estate le spiagge libere napoletane si trasformano in luoghi sovraffollati, spesso senza assistenza e senza un’adeguata organizzazione.
A peggiorare il quadro è anche il comportamento irresponsabile di alcuni frequentatori che abbandonano bottiglie, plastica, cartoni e resti di cibo direttamente sulla sabbia. Ma i cittadini sottolineano come il problema non possa essere attribuito soltanto all’inciviltà delle persone.
“Le istituzioni devono prevenire e organizzare”, spiegano diversi residenti della zona. “Se sai che migliaia di persone arriveranno sul litorale, devi garantire cestini, pulizia continua, bagni chimici e controlli. Non si può aspettare il caos per intervenire”.
Molti chiedono interventi immediati e un piano stabile per tutta la stagione estiva: più operatori ecologici, servizi igienici funzionanti, presidi sanitari, sorveglianza e campagne di sensibilizzazione ambientale.
Il mare resta uno dei patrimoni più preziosi di Napoli, ma senza rispetto, organizzazione e responsabilità rischia di diventare il simbolo di un degrado che mortifica cittadini e turismo. Perché offrire accesso gratuito alle spiagge è importante, ma farlo senza dignità e senza servizi essenziali rappresenta, secondo molti napoletani, una vera vergogna civile e politica.
M.O