Il Napoli si rialza dalla polvere, ritrova se stesso come per incanto, batte l’Inter e si riprende il primo posto in classifica. Il successo, però, comporta un prezzo molto alto da pagare perché alla lunga serie di
infortunati (Hojlund, Lobotka, Rrahmani, Meret e Lukaku) fermi ai box si unisce anche De Bruyne, anche lui bloccato probabilmente a lungo da un infortunio muscolare. Il Napoli, tuttavia, è vivo e vitale e soprattutto nel secondo tempo, messe da parte tensioni e paure, riprende il cammino dal punto di vista tecnico-atletico e anche per quanto riguarda lo spirito agonistico che aveva smarrito nelle sconfitte con il
Torino e con il PSV. Nella prima mezz’ora le squadre non trovano il modo di superarsi e l’unica occasione da gol scaturisce da un errore di Spinazzola che consente a Lautaro Martinez di trovarsi in
posizione ideale per concludere. Il tiro dell’argentino viene però respinto da Milinkovic-Savic in uscita.
Il vantaggio del Napoli arriva al 33′ su calcio di rigore trasformato da De Bruyne che spiazza Sommer, ma l’azione che prelude al gol e ciò che segue alla trasformazione segnano in maniera evidente la partita. Mkhitaryan tocca da dietro Di Lorenzo e l’arbitro Mariani fa cenno di proseguire però, appena arrivato a centrocampo sulla ripartenza dell’Inter cambia idea ed assegna il rigore. Nello scontro, però, il centrocampista armeno ha la peggio ed è costretto a lasciare il campo, sostituito da
Zielinski. Ma non è finita qui. De Bruyne calcia il rigore e
subito dopo si blocca per un problema nella parte posteriore
della coscia. Il belga lascia il campo in lacrime e al suo posto
subentra Olivera, con Spinazzola spostato a centrocampo.
La reazione dell’Inter arriva subito. La squadra di Chivu
chiude il Napoli nella propria metà campo e fioccano le occasioni
da gol. nell’arco di pochi minuti sfiorano il pareggio Bastoni,
che colpisce l’incrocio dei pali con un colpo di testa,
Calhanoglu, Lautaro e Drumfies. Il Napoli, riesce comune a
tornare negli spogliatoi conservando il vantaggio.
Nella ripresa la partita sale tono e il ritmo si fa frenetico.
L’Inter parte di gran carriera ma è il Napoli ha trovare il
addoppio all’8′ con McTominay che riceve un passaggio da lunga
distanza di Spinazzola, anticipa Bastoni e spedisce il pallone in
rete con un gran tiro in diagonale. Il doppio vantaggio però dura
soltanto sei minuti. Al 14′ su un traversone da sinistra Lautaro
Martinez colpisce di testa e la palla sbatte sul braccio largo di
Buongiorno. Il Var richiama Mariani che assegna il calcio di
rigore. Lautaro lo trasforma, spiazzando Milinkovic-Savic.
In questa fase della partita, quando ci si aspetterebbe il
forcing dell’Inter a caccia del pareggio, il Napoli come per
incanto ritrova se stesso. La manovra degli azzurri si fa intensa
ed avvolgente e non è un caso se la squadra di Conte riesce a
trovare il terzo gol. E’ Anguissa a trovare nella difesa
dell’Inter un buco centrale nel quale si infila per concludere
con un tiro che manda il pallone in rete.
I cambi degli allenatori non modificano più il corso della
partita. L’Inter non riesce a creare occasioni da gol e anzi la
squadra di Chivu si spegna progressivamente senza riuscire a
incidere sul risultato.