Record di presenze per il ponte del 2 giugno, ma tra degrado, rifiuti e verde abbandonato cresce il divario tra il centro storico e le aree periferiche
La città festeggia numeri da record e si conferma una delle mete turistiche più ambite d’Italia. Il ponte della Festa della Repubblica ha portato nel capoluogo partenopeo un’affluenza straordinaria di visitatori, con circa 684mila presenze distribuite nell’arco di cinque notti. Un risultato che certifica la forza attrattiva di Napoli sul panorama internazionale.
Tra le strade del centro storico, sul lungomare e nelle piazze simbolo della città, migliaia di turisti hanno animato alberghi, bed and breakfast, ristoranti e attività commerciali.
«Ho visto tantissimi visitatori e tantissime persone con il trolley attraversare la città», osservano operatori del settore, confermando una presenza diffusa e costante.
Secondo le rilevazioni degli osservatori turistici, sono soprattutto spagnoli, inglesi e tedeschi a scegliere Napoli come destinazione privilegiata per il lungo ponte di inizio estate.
Numeri che testimoniano una crescita ormai consolidata e che rafforzano il ruolo strategico del turismo nell’economia cittadina.
«La nostra Napoli si proietta sempre più come una capitale del turismo», è il messaggio che arriva dalle istituzioni.
Ma dietro l’entusiasmo per i dati record emerge una realtà meno rassicurante e che molti cittadini denunciano da tempo.
Se il centro storico mostra il volto più affascinante della città, numerose periferie continuano infatti a vivere una condizione di sostanziale abbandono.
Da Pianura a Ponticelli, passando per Scampia, San Giovanni a Teduccio e altre zone della città, il contrasto appare evidente.
Cumuli di rifiuti, strade dissestate, marciapiedi danneggiati e aree verdi trascurate rappresentano ancora una ferita aperta.
«Non si può parlare di turismo sostenibile se interi quartieri vengono dimenticati», denunciano residenti e comitati civici.
La sensazione diffusa è che l’amministrazione non sia riuscita a prepararsi adeguatamente a una crescita turistica ormai prevedibile.
«I visitatori aumentano ogni anno, ma i servizi non crescono con la stessa velocità», sottolineano alcuni operatori commerciali.
Particolarmente critiche le condizioni del verde pubblico.
In molte zone cittadine gli alberi attendono interventi di manutenzione da anni e numerose aree risultano in evidente stato di degrado.
«La cura del verde non può essere considerata un aspetto secondario», affermano cittadini e associazioni ambientaliste.
Anche il tema della pulizia urbana continua a rappresentare una delle principali emergenze.
Le immagini dei rifiuti accumulati in alcune periferie rischiano infatti di compromettere il lavoro di promozione turistica portato avanti negli ultimi anni.
«Napoli merita di più e non può essere raccontata soltanto attraverso le sue eccellenze», sostengono molti residenti.
Il rischio è quello di una città sempre più divisa tra quartieri valorizzati e quartieri dimenticati.
Una metropoli che attrae milioni di visitatori ma che fatica ancora a garantire standard omogenei di decoro urbano.
La sfida del futuro sarà proprio questa.
Trasformare il successo turistico in una reale occasione di crescita per tutti i territori cittadini.
«Il turista deve trovare una città accogliente, pulita e sicura non solo nel centro storico ma anche nelle periferie», è l’appello che arriva da più parti.
Perché il vero salto di qualità non si misura soltanto con il numero delle presenze o con gli alberghi pieni.
Si misura soprattutto nella capacità di valorizzare ogni quartiere, recuperare gli spazi pubblici e migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Napoli continua a conquistare il mondo con la sua storia, la sua cultura e la sua straordinaria bellezza.
Ma per diventare davvero una capitale europea del turismo dovrà imparare a non lasciare indietro nessuno.
Altrimenti il rischio è quello di offrire ai visitatori una splendida cartolina, nascondendo però le difficoltà quotidiane di una parte importante della città.
E una grande città non può vivere soltanto di immagine.
Deve saper trasformare il successo turistico in sviluppo, decoro e servizi per tutti.
M.O