Educare alla bellezza, stimolare la creatività e offrire nuove opportunità di crescita ai più piccoli. Sono questi gli obiettivi del progetto “Il mare come artigianato”, un’innovativa officina creativa ospitata dal Museo della Moda di Napoli e dedicata ai bambini di sei anni del quartiere Soccavo.
L’iniziativa nasce dalla volontà di contrastare il fenomeno della povertà educativa attraverso un percorso che unisce arte, moda, manualità e nuove tecnologie. Promosso dal Comune di Napoli in collaborazione con la cooperativa L’Orsa Maggiore, il progetto è curato da Paola Maddaluno con il contributo di Pasquale Ferraioli e Michele Iodice.
L’esperienza prende ispirazione dall’opera e dal pensiero pedagogico di Bruno Munari, maestro della creatività e dell’educazione visiva, e in particolare dal libro “Il mare come artigianato”. Il percorso richiama inoltre l’esperienza dei celebri laboratori “Giocare con l’arte”, ideati negli anni Settanta alla Pinacoteca di Brera, che hanno rivoluzionato il rapporto tra bambini e patrimonio culturale.
I piccoli partecipanti iniziano il loro viaggio tra le sale del Museo della Moda attraverso la mostra dedicata a Fausto Sarli, uno dei più grandi stilisti italiani. Guidati dagli operatori, osservano gli abiti esposti, ne individuano particolari, colori e dettagli decorativi, sviluppando uno sguardo attento e personale. I colori vengono analizzati secondo i principi del divisionismo e successivamente reinterpretati dai bambini attraverso disegni e composizioni su carta.
La fase successiva del laboratorio coniuga tradizione e innovazione. I bambini sperimentano infatti la libera espressione grafica sia su supporti cartacei sia attraverso strumenti digitali, grazie al supporto di Francesco Perchiazzi, Senior Mentor Spatial Designer dell’Apple Developer Academy, che accompagna i giovani partecipanti nell’esplorazione delle potenzialità creative delle nuove tecnologie.
Il cuore dell’iniziativa è rappresentato dalla dimensione tattile e sensoriale. Attraverso il concetto di “fantasia esatta”, elaborato da Munari, i bambini scelgono liberamente filati, colori e materiali messi a disposizione grazie alla donazione di VIMAR1991, azienda appartenente al gruppo Chanel. Nascono così vere e proprie cartelle filati tridimensionali, strumenti che consentono ai piccoli di sviluppare sensibilità cromatica e capacità di classificazione delle sensazioni visive e tattili.
Durante il percorso i partecipanti imparano a distinguere sfumature, contrasti, tonalità calde e fredde, colori brillanti e opachi, affinando il linguaggio e la capacità di esprimere emozioni e percezioni.
L’esperienza si conclude davanti al telaio, dove i bambini, guidati da un tecnico specializzato, trasformano la fantasia in materia e iniziano simbolicamente a “tessere il mare”, dando vita a opere che raccontano il loro immaginario e la loro visione del mondo.
Al termine del progetto, i tessuti realizzati saranno esposti all’interno del Museo della Moda di Napoli, diventando non solo il risultato di un laboratorio educativo, ma anche una testimonianza concreta della creatività dei giovani protagonisti e un nuovo racconto del quartiere Soccavo, costruito attraverso gli occhi e le mani dei suoi bambini.
di Mario Orlando