Achille Lauro domina la seconda serata di Sanremo 2026: cinque outfit, cinque identità che sembrano raccontare un progetto stilistico, consacrando l’Ariston come la passerella più in vista d’Italia

Durante la seconda serata del Festival, Achille Lauro conferma ancora una volta ciò che ormai è evidente: il palco dell’Ariston non è soltanto uno spazio musicale, ma una vera passerella performativa. Quest’anno, l’artista scende le scale dell’Ariston in veste inedita, quella di co-conduttore accanto a Carlo Conti e Laura Pausini. Decisamente nuovo è anche il modo in cui si presenta, allontanandosi (in parte) dallo stile eccentrico e provocatorio delle sue apparizioni precedenti, pur mantenendo la sua iconicità.

Confermando il ruolo di protagonista assoluto non solo musicale ma estetico e culturale, Lauro costruisce una vera narrazione visiva attraverso cinque cambi d’abito che scandiscono la serata come atti di una performance più ampia, dove moda e musica diventano un unico linguaggio.

A guidare le scelte stilistiche, anche quest’anno, è stato Niccolò Cerioni, stylist e collaboratore storico di Lauro. Cerioni non veste semplicemente il cantante: costruisce un’identità visiva coerente, scegliendo tessuti, silhouette, accessori e gioielli in dialogo con ogni momento della serata, trasformando ogni cambio in un vero e proprio atto narrativo.

Lauro lascia alle spalle gli sfarzi del passato imponendosi come una presenza quasi regale e reinventando la sua immagine con un’eleganza sartoriale in cui domina il bianco e i gioielli firmati Damiani completano la metamorfosi di una star senza tempo.

I 5 look di Achille Lauro:

1: “White Ceremony” firmato Dolce e Gabbana.

Il debutto della serata come co-conduttore è affidato a un total white luminoso, impreziosito da maxi-collier in diamanti e rubini firmato Damiani. La giacca smoking e il pantalone dal fit ampio sembrano rimandano allo stile hollywoodiano, mentre il fiocco morbido in seta sulla camicia con profondo scollo a V conferisce un tocco audace. Questo primo look è un vero biglietto da visita: definisce la sua presenza scenica, unisce rigore sartoriale e audacia artistica e segna la prima trasformazione dall’immagine eccentrica del passato.

2: “The chromatic break” firmato Dolce e Gabbana.

Per il primo momento musicale condiviso, Lauro cambia registro con un total black elegante, completato da cappotto lungo oversize, maglia aderente, guanti e pantaloni con fascia in vita. Il ciondolo a forma di croce e la piccola spilla preziosa sulla giacca aggiungono dettagli raffinati senza appesantire il look. La silhouette asciutta accompagna il fascino magnetico e il carisma da “bello e un po’ dannato”: la pelle tatuata che si intravede sul collo e i capelli pettinati all’indietro con un sottile ciuffo a “S” che cade morbido sulla fronte. L’assenza di eccessi permette alla potenza vocale di “16 marzo” di emergere indistinta, creando un’atmosfera in cui la voce di Lauro, accompagnata da quella di Laura Pausini, cattura tutta l’attenzione. Il total black consente così al suono e al dialogo con i colleghi sul palco di calamitare il momento, senza distrazioni stilistiche.

3: “White Memory” firmato Dolce e Gabbana.

Il terzo cambio è senza dubbio il cuore emotivo della serata. Lauro ritorna alla purezza del bianco, ma questa volta con un’allure più romantica: pantaloni ampi e fluidi, cappotto lungo portato aperto e un foulard che copre delicatamente il collo, completati da guanti coordinati. Nessun gioiello ostentato, a eccezione degli orecchini, perché il vestito stesso è strumento narrativo. Il tessuto opaco e le linee morbide, che creano movimento sul palco, accompagnano uno dei momenti più commoventi della serata, quello della performance di “Perdutamente” eseguita insieme alla soprano Valentina Gargano, dedicata alle vittime e ai sopravvissuti di Crans-Montana. Il “bianco della memoria” simboleggia rispetto, raccoglimento e commemorazione: ogni gesto, ogni passo di Lauro sul palco è accompagnato da questo simbolismo. Il bianco non è solo colore, è silenzio visivo che amplifica l’emozione. Il pubblico dell’Ariston si è alzato in piedi, rendendo questo momento un vero tributo collettivo. Qui la moda di Lauro diventa linguaggio universale, un mezzo per raccontare, emozionare e celebrare la memoria.

4: “White reset” firmato Dolce e Gabbana.

Dopo “Perdutamente”, Lauro torna a ricoprire il ruolo di co-conduttore con uno dei look più apprezzato dai fashion editor. Sempre in total white, l’artista indossa un completo sartoriale composto da giacca crop e pantaloni a vita alta. Al posto della camicia, Lauro sceglie un gilet scultoreo con scollo a V che valorizza la sottile collana in oro bianco e diamanti. Questo cambio d’abito è studiato per bilanciare la conduzione televisiva con la sua identità artistica, mostrando eleganza, sicurezza e personalità. Il bianco mantiene continuità cromatica con la serata, mentre i dettagli dei gioielli aggiungono luce senza distrarre dal ruolo di conduttore. La precisione sartoriale e le linee pulite conferiscono un’aura contemporanea ma regale, coerente con la narrazione visiva della serata.

5: “Dandy of Ariston” firmato Dolce e Gabbana.

Per presentare l’ultimo concorrente in gara della serata, insieme a Pilar Fogliati e Carlo Conti, Lauro opta ancora una volta per il bianco, chiudendo la sua narrazione visiva con uno dei look più sofisticati della serata. Il completo sartoriale, bianco latte, dalle linee asciutte e moderne, abbina giacca e pantaloni ampi a un top leggero a collo alto quasi trasparente, creando un equilibrio raffinato tra struttura e leggerezza. I gioielli sono ridotti all’essenziale, lasciando che siano il taglio sartoriale e la fluidità dei movimenti a catturare l’attenzione. Ogni dettaglio, dalla postura al modo in cui il capo segue i suoi gesti sul palco, sottolinea la presenza scenica di Lauro, elegante ma naturale, audace ma misurata.

Questo quinto ed ultimo look segna la chiusura perfetta della serata, trasformando l’Ariston in una vera passerella narrativa. Il bianco diventa simbolo di contemporaneità, purezza e raffinatezza, mentre la precisione sartoriale racconta identità, sicurezza e autorevolezza.

È l’ultimo atto di un percorso visivo che unisce musica, moda e performance, consacrando Achille Lauro come icona di stile e trasformando l’Ariston in teatro di moda.

 

A cura di Alessia Assediato