È una grandissima giornata per tanti di noi, perché ricordiamo Mimmo Castellano, un mito per i giornalisti pubblicisti, un punto di riferimento, un fratello.» Con queste parole, Salvatore Campitiello – Tesoriere dell’Ordine dei Giornalisti della
Campania e Presidente dell’Assostampa Valle del Sarno – ha aperto con profonda commozione il corso di aggiornamento professionale “La deontologia nella comunicazione: uffici stampa e Social Media”, tenutosi presso l’Istituto “Vitruvio” di Castellammare di Stabia.
Un evento formativo dal valore umano altissimo, che ha celebrato la memoria di Mimmo Castellano, stabiese doc, figura centrale del giornalismo italiano, leader dei pubblicisti e padre della Legge 150 del 2000, scomparso prematuramente nel 2008.
Vogliamo continuare a ricordarlo nella sua città, con la sua famiglia – ha aggiunto Campitiello – Castellammare gli deve gratitudine. Mimmo ha dato voce, spazio e dignità a centinaia di colleghi.
Durante il minuto di raccoglimento, Campitiello ha voluto dedicare un pensiero anche a Elia Fiorillo, collega e compagno
di battaglie. Presenti all’incontro, insieme ai familiari di Castellano, numerose personalità del mondo del giornalismo campano: Ottavio Lucarelli, presidente dell’Odg Campania; Mimmo Falco, vicepresidente dell’Ordine e presidente del Movimento Unitario Giornalisti; Massimiliana Musto, consigliera Odg; il sindaco di Castellammare Luigi Vicinanza; la giornalista Alessandra Malanga; il moderatore dell’incontro, l’avvocato e giornalista Matteo Baselice.
Lucarelli ha rievocato con partecipazione l’impegno instancabile dell’amico: Fu Castellano a volere e ottenere l’inserimento della figura dell’addetto stampa come ruolo professionale con l’iscrizione all’albo. La Legge 150/2000 fu un traguardo fondamentale. Oggi, dopo 25 anni, servirebbe aggiornarla, ma il suo impatto resta intatto: ha dato un’identità a tanti colleghi nelle pubbliche amministrazioni.
Mimmo – ha aggiunto Mimmo Falco che ha voluto ricordare con commozione la sua formazione giornalistica, avvenuta sotto la guida del grande maestro Mimmo Castellano, e le numerose battaglie condotte insieme in difesa della categoria
dei giornalisti pubblicisti. Mimmo non improvvisava mai. Studiava, approfondiva. Era un uomo di rete, credeva nella lealtà, nella fratellanza, nella cultura. Non è un caso che la commemorazione sia avvenuta nella Giornata della Legalità, simbolo di valori condivisi, in ricordo anche della strage di Capaci.»
Non solo un ricordo, ma anche uno sguardo al presente e al futuro della professione. Il giornalista Remo Ferrara ha trattato il tema delle trasformazioni introdotte dai social media, sottolineando la necessità di distinguere informazione da propaganda, di contrastare le fake news e di difendere il rigore etico.
A rimarcare l’importanza della deontologia, anche l’intervento della consigliera OdG Alessandra Malanga: «Negli uffici stampa delle pubbliche amministrazioni non si fa marketing. Si fa informazione. Bisogna dire la verità, agire con coscienza. È questo che distingue un giornalista da un comunicatore improvvisato.»
La Dirigente dell’Istituto “Vitruvio”, professoressa Angela Cioffi, promotrice dell’incontro, ha accolto i relatori con parole
cariche di significato: «Una scuola deve essere aperta al territorio, alla società. Ricordare Mimmo Castellano significa educare alla responsabilità, alla cittadinanza attiva.»
Nel suo intervento, il sindaco-giornalista Luigi Vicinanza ha restituito un ritratto vivido e affettuoso del collega: «Lo ricordo in via Plinio con il fascio di giornali, l’impermeabile bianco, il sigaro. Aveva intuito con largo anticipo quanto fosse cruciale la comunicazione istituzionale. È stato un esempio per tanti giovani.»
Emozionante il video dedicato alla vita e all’impegno di Castellano, che ha preceduto i saluti finali. In platea, tra gli applausi e qualche lacrima, la moglie Gabriella, i figli, i nipoti, la sorella Rosanna. Una famiglia unita nel ricordo, insieme a tanti colleghi e amici.
A chiudere, la proposta simbolica: intitolare a Mimmo Castellano un ufficio stampa nella sua città, a testimonianza di un’eredità che continua. Come il Premio giornalistico a lui dedicato, giunto alla XIII edizione, e il libro “Mimmo Castellano – La forza del giornalismo”, curato da Campitiello e Fiorillo.
Mimmo Castellano non è stato solo un grande giornalista. È stato un costruttore di diritti, un uomo di passione civile, un figlio fiero della sua città. Il suo esempio continua a vivere nelle parole, nei ricordi, e soprattutto nell’etica di chi fa informazione con coscienza.
M.O