L’estate delle occasioni perdute. Eppure, mentre i turisti ammirano le sue bellezze, tanti napoletani devono fare i conti con servizi incompleti, parchi aperti a metà e lidi storici ancora chiusi nel pieno della stagione estiva.
Il caso più emblematico è quello del Bagno Elena, simbolo della balneazione cittadina, rimasto chiuso a causa dei ritardi nelle procedure amministrative legate alle concessioni demaniali. Una vicenda che coinvolge anche il Bagno Ideal, lasciando residenti e famiglie senza punti di riferimento proprio nei mesi in cui il mare rappresenta il principale rifugio dal caldo.
La situazione alimenta un diffuso malcontento. Le lungaggini burocratiche e la mancata conclusione delle procedure hanno finito per penalizzare soprattutto i cittadini, costretti a rinunciare a strutture storiche mentre la stagione balneare scorre veloce. È difficile comprendere come questioni note da tempo non siano state risolte prima dell’arrivo dell’estate.
Anche dove sono stati realizzati interventi di riqualificazione, come a Sermoneta e Mappatella Beach, non mancano le criticità. A Sermoneta resta ancora un’area interdetta per motivi di sicurezza, spesso ignorata dai più giovani che sfidano i divieti. Alla Mappatella, invece, continuano le segnalazioni sulla presenza di ombrelloni abusivi che sottraggono spazio a una spiaggia pubblica nata per garantire accesso libero e gratuito a tutti.
Non va meglio sul fronte del verde urbano. Il Parco Virgiliano è stato riaperto solo in parte, mentre il completamento dei lavori è rinviato al 2027. Alla Floridiana i residenti chiedono semplicemente orari più adeguati alle alte temperature estive, mentre il Parco dei Camaldoli, uno dei luoghi più freschi della città, resta ancora chiuso dopo anni di promesse e rinvii. In periferia, il Parco Massimo Troisi continua a scontare i ritardi di una riqualificazione avviata solo parzialmente.
Il contrasto è evidente: Napoli cresce come destinazione turistica internazionale, ma fatica ancora a garantire ai suoi cittadini servizi essenziali e spazi pubblici pienamente fruibili. Le istituzioni hanno il dovere di accelerare interventi e procedure, superando ritardi che si ripetono ogni anno e che finiscono per compromettere la qualità della vita dei residenti.
L’estate non può trasformarsi nell’ennesima stagione delle promesse. Se Napoli vuole essere davvero una capitale europea del turismo, deve diventarlo anche nell’efficienza amministrativa, nella cura del territorio e nell’attenzione verso chi la vive ogni giorno, non soltanto verso chi la visita.