“Se Fratelli d’Italia dovesse ritenere utile la mia candidatura, io sono pronta. Ho dato la mia disponibilità, ma solo nel caso in cui arrivi una proposta ufficiale dal partito”. Con queste parole, Ira
Fele, imprenditrice, laureata in economia e prossima alla seconda laurea in ingegneria civile, apre alla possibilità di una sua candidatura alle prossime Regionali in Campania. Nessuna autocandidatura, nessuna forzatura, ma una disponibilità chiara, maturata dopo anni di impegno e riflessione.
La mia non è un’ambizione personale, ma la volontà di mettere le mie competenze al servizio del territorio. Se il partito dovesse considerarmi una risorsa, risponderò con spirito di servizio, sottolinea. Moglie del deputato e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia a Napoli, Michele Schiano, Fele ha sempre vissuto la politica da protagonista discreta. Oggi, però, non esclude di tornare in prima linea.
A chi accusa di familismo risponde con fermezza: “Non si tratta di successioni dinastiche. In un sistema basato sulle preferenze, a decidere sono i cittadini. La mia eventuale elezione non sarebbe frutto di accordi, ma di consenso popolare”.
Il suo percorso è noto anche ai non addetti ai lavori. Da giovane militante a candidata alla Camera nel 2018 nel collegio di Giugliano, dove ottenne un risultato significativo per il centrodestra, Fele ha sempre mantenuto saldo il legame con la sua terra. E oggi ribadisce: “Il mio radicamento è profondo. Chi mi
conosce sa che non ho mai lasciato il territorio”.
La politica, per lei, è fatta di ascolto e presenza. Lo dimostra l’apertura della sua segreteria politica anche fuori dai periodi elettorali: “Non mi sono mai sottratta al confronto, anche nei momenti più difficili. La credibilità si costruisce nel tempo, non in campagna elettorale”.
Figlia di un imprenditore edile, oggi Fele unisce l’anima economica a quella tecnica. “Mi sto per laureare in ingegneria civile, e continuo a lavorare ogni giorno sul campo. Il mio modello è pratico: affrontare i problemi, risolverli, decidere. È ciò che serve anche in politica”.
Quanto al ruolo del marito nella stessa formazione politica, Fele sgombra il campo: “Ci sono tante donne competenti, anche se legate a esponenti politici. Ma la vera differenza non la fa il cognome, bensì la preparazione e la credibilità personale. Nessuno ci ha mai regalato nulla. Abbiamo costruito tutto con il lavoro, il contatto con la gente e la passione”.
La politica, per lei, resta uno strumento di servizio, non di potere. E anche nella vita privata, rivendica autonomia e pluralismo: “Con Michele discutiamo spesso. Non sempre la pensiamo allo stesso modo, ma è questa la nostra forza: siamo una squadra, non una replica l’uno dell’altra”.
E conclude con una riflessione che suona come un impegno: “Non ho mai cercato poltrone, ma se verrò scelta, mi metterò a disposizione con determinazione. Perché credo nella buona politica. E credo nella mia terra”.
M.O