Rivivere la quasi normalita’ , tornando a viaggiare, partecipare a cerimonie e – probabilmente – ad
eventi sportivi, concerti o entrare in discoteca in zona bianca.
E’ questo l’obiettivo del green pass in Italia, gia’ attivo, ma
che avra’ ulteriori applicazioni rispetto a quelle gia’ previste
sugli spostamenti in tutta l’Unione europea, dove il sistema
entrera’ invece in vigore dal primo luglio. Ecco le regole, il
funzionamento e i requisiti per ottenerlo.
CHI POTRÀ OTTENERLO – E’ gratuito, ma per averlo bisogna
essere vaccinati contro il Covid oppure effettuare un test con
esito negativo nelle ultime 48 ore o ancora essere guariti
dall’infezione. Dunque, si tratta di tre certificati distinti.
Chi e’ in possesso della certificazione verde al momento deve
comunque continuare a indossare le mascherine, rispettare il
distanziamento fisico e igienizzare frequentemente le mani. In
Italia di fatto e’ gia’ in vigore ed e’ stato introdotto con il
decreto sulle riaperture del 18 maggio, ma dal primo luglio
confluira’ nel sistema europeo e sara’ digitalizzato con il
sistema del ‘Qr code’ (il codice a barre di identificazione che
rivela le varie informazioni).
COME SI ESIBISCE – Potra’ essere esibito durante un controllo,
mostrando il codice Qr: si puo’ stampare in formato cartaceo o
sara’ visibile scaricando dal cellulare le app ‘Io’ oppure
‘Immuni’.
QUANTO DURA – Ha scadenze variabili. Se si e’ vaccinati, ha
una durata massima di nove mesi dalla vaccinazione. Per chi non
ha ancora effettuato il richiamo, il pass e’ valido
temporaneamente quindici giorni dopo la somministrazione della
prima dose e fino alla data prevista di inoculazione della
seconda: da quel momento sara’ poi rilasciato il certificato
valido nove mesi. Se si e’ guariti dal Covid, la relativa
certificazione in Italia ha una durata massima di nove mesi
dalla dichiarata guarigione mentre nel resto d’Europa (salvo
specifiche di alcuni Stati) dura sei mesi. Per il rilascio del
certificato dopo i test, invece, quelli molecolari avranno una
validita’ di 72 ore, mentre quelli rapidi 48 ore.
COMPATIBILE IN TUTTA EUROPA – Il documento sara’ riconosciuto
in tutta l’Unione e con un sistema in vigore per 12 mesi.
Secondo la norma approvata, gli Stati dell’Ue non potranno
imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di
certificati – come quarantena, autoisolamento o test – “a meno
che non siano necessarie e proporzionate per salvaguardare la
salute pubblica” e in quel caso si dovra’ tenere conto delle
prove scientifiche, “compresi i dati epidemiologici pubblicati
dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle
malattie”.
COSA SI PUÒ FARE – Con il green pass dal primo luglio si puo’
circolare – e dunque viaggiare – liberamente in tutti Paesi
dell’Unione europea. In Italia ci si puo’ spostare tra le varie
regioni e territori a prescindere dalla fascia di rischio
assegnata a quel luogo (quindi anche in zona arancione o rossa,
ma per spostarsi tra zone bianche o gialle non sara’ obbligatorio
averlo). Sara’ utilizzato soprattutto in zona bianca, dove gia’
adesso permette l’accesso alle cerimonie, come i matrimoni
(anche nelle zone ancora gialle dal 15 giugno). Ma presto
potrebbe diventare un lasciapassare anche per entrare in
discoteca, per gli eventi culturali o sportivi come quelli
organizzati allo stadio, oppure per partecipare ai concerti.