Dallo chef all’oste: sos per riaprire pure al chiuso, siamo allo stremo, “non vogliamo morire”

Dal ristorante stellato alla pizzeria di quartiere, la riapertura dei locali riservata solo a
chi dispone di spazi esterni e’ una sorta di livella che mette
tutti sullo stesso piano. Dallo chef osannato dalle guide, a chi
perpetra con orgoglio la tradizione dell’oste di provincia,
l’appello che si leva e’ unanime: “Siamo allo stremo, se non
vogliamo morire dateci la possibilita’ di riaprire anche a noi
che non abbiamo spazi all’aperto”. Anche accettando ulteriori
restrizioni interne. La pensa cosi’ chef Peppe Guida, patron del
ristorante stellato di Vico Equense “Antica Osteria Nonna Rosa”:
“Fate aprire anche noi che non abbiamo spazi esterni. Mettendo
meno posti – propone – invece di 30 clienti, fateci servire 10
persone, ma per carita’ fateci ripartire altrimenti tanti
ristoranti, che spazi esterni non ne hanno, rischiano la
chiusura definitiva”.
Dalla Costiera Sorrentina a Napoli la richiesta di un
escamotage, avendo comunque cura di tutelare la salute dei
clienti, e’ richiesta da piu’ parti. E c’e’ anche chi, come lo chef
Gianluca D’Agostino, dello stellato Veritas Restaurant di
Napoli, una volta sbarrate le porte di legno del suo locale di
Corso Emanuele, si e’ industriato per trovare una soluzione
finendo per trovare ospitalita’ grazie alla disponibilita’ degli
Avallone, proprietari del Grand Hotel Parker’s, un 5 stelle di
lusso, che lo hanno temporaneamente accolto nelle sale del loro
ristorante con terrazza panoramica “Le Muse”. Cosi’ D’Agostino
potra’ cucinare per qualche settimana: “Siamo soddisfatti che
qualcosa si muova – dice lo chef – ma siamo anche delusi.
Certamente capiamo che questa di ripartire con dei vincoli e’ una
decisione dettata da basi scientifiche, difficile da contestare,
va tutelata la salute, la nostra e quella dei clienti, ma per
chi non puo’ aprire serve un aiuto concreto. Noi in questo lasso
di tempo ci siamo inventati di tutto. Ringrazio i proprietari
del Parker’s, so che e’ una soluzione provvisoria. Che dire, se
non dovesse cambiare nulla, fittero’ uno di quei pullman mobili
per cucinare per strada. Sara’ il primo ristorante stellato su
truck”.
La musica non cambia se si va in Costiera Amalfitana.
All’esasperazione del momento si accompagna tuttavia la voglia
di non mollare e trovare comunque una soluzione. Mariella
Caputo, ad esempio, che assieme ad Alfonso e al resto della
famiglia, gestisce a Nerano lo stellato ‘La Taverna del
Capitano”, pensa che bisogna comunque inventarsi qualcosa. “A
New York questo inverno hanno messo per strada pochi tavoli,
anche sui marciapiedi, ma hanno aperto. Noi speriamo di entrare
nella fascia gialla e di iniziare a lavorare aprendo il nostro
dehors, ma ai colleghi dico di non arrendersi, trovate soluzioni
alternative nella speranza che nel giro di qualche settimana
tutti potranno aprire”.
Dal mare alle zone interne. Nel caratteristico borgo di
Mercogliano (Avellino), in una ex stalla ricavata nella roccia,
i fratelli Emilio e Federico Grieco accolgono la propria
clientela all’osteria ‘I Santi’ in un ambiente piccolo ma di
charme. “Per noi e’ l’ennesima batosta – spiega Emilio – . Per
chi come noi riceve in un locale piccolo gia’ rinunciare al 50%
dei coperti per installare le barriere divisorie e’ stato un
investimento e una batosta non da poco. Ora stiamo pensando come
fare per poter aprire all’aperto, ma tutto ha un prezzo se si
vuole mantenere alto lo standard nell’accoglienza. E dopo un
anno di sostanziale chiusura pensare a nuovi investimenti non e’
facile. Ecco perche’ per ora andiamo avanti col delivery e
l’asporto per offrire un servizio, anche se i numeri non sono
paragonabili, e a stento pago le spese. E’ chiaro che se l’unica
alternativa fosse stare all’aperto – conclude – ci inventeremo
qualcosa pur di andare avanti. Magari prendendo in prestito un
giardino o una terrazza”.

 
 
 

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