Una storia rimasta per decenni nascosta tra le pieghe della memoria europea riaffiora oggi a Capri grazie ad una mostra documentale che restituisce voce ai 139 ostaggi delle SS sopravvissuti agli ultimi giorni del Terzo Reich. Un racconto intenso che unisce il lago di Braies alle acque dell’isola azzurra, trasformando la Certosa di San Giacomo in un luogo di memoria e riflessione.

L’esposizione, visitabile fino al 3 giugno, ripercorre il drammatico viaggio di uomini e donne provenienti dal campo di concentramento di Dachau e trasferiti nel 1945 prima in Alto Adige e successivamente a Capri. Attraverso fotografie, documenti e testimonianze storiche, il percorso espositivo illumina una delle pagine meno conosciute della Seconda guerra mondiale.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Capri con il sostegno della Regione Trentino Alto Adige e la collaborazione dello storico Hotel Lago di Braies e della Casa d’aste Bozner Kunstauktionen.

Alla conferenza inaugurale dell’11 maggio prenderanno parte istituzioni e rappresentanti culturali, tra cui il sindaco di Capri Paolo Falco e il curatore della mostra Walter Boaretto.

La vicenda ebbe origine negli ultimi giorni della guerra, quando il generale delle SS Ernst Kaltenbrunner ordinò il trasferimento di importanti prigionieri politici e familiari degli oppositori del nazismo dal lager di Dachau verso il lago di Braies. L’obiettivo era usarli come ostaggi nelle eventuali trattative con gli Alleati.

Tra quei prigionieri figuravano personalità di primo piano della politica e dell’esercito europeo: il cancelliere austriaco Kurt von Schuschnigg, il premier francese Léon Blum, il generale greco Alexandros Papagos e il principe Filippo d’Assia.

Liberati dalla Wehrmacht il 30 aprile 1945, gli ostaggi vennero poi affidati alle truppe americane e trasferiti tra Napoli e Capri, dove alcuni trascorsero le ultime settimane prima del ritorno nei propri Paesi.

La mostra si conclude idealmente con il concerto del 3 giugno, organizzato in memoria dell’esibizione musicale che nel 1945 celebrò la ritrovata libertà degli ex prigionieri. Un evento simbolico che lega passato e presente nel nome della pace e della memoria storica.