A cura di Alessia Assediato
Varcare oggi i cancelli della Complastic significa entrare in una realtà industriale solida e strutturata, che racchiude oltre quarant’anni di esperienza nello stampaggio delle materie plastiche. L’azienda ha
sede a Valle di Maddaloni (Caserta), all’interno del consorzio Archo, ma le sue radici affondano nel 1984, a Casalnuovo di Napoli, quando il fondatore Salvatore D’Alise aveva appena 17 anni e una sola pressa installata nel garage di casa.
«È nata quasi per scherzo», racconta D’Alise, ricordando i primi passi mossi mentre lavorava in un’azienda specializzata nella costruzione di stampi, occupandosi del loro collaudo su presse a iniezione. «Mi appassionai subito a quel mondo e decisi di acquistare una pressa per iniziare a stampare qualcosa, in qualunque settore fosse possibile».
Agli esordi, Complastic opera come azienda a carattere familiare nello stampaggio per conto terzi, producendo articoli per il settore casalingo – scolaposate, sottovasi e oggetti di uso quotidiano – utilizzando stampi e materie prime fornite dai committenti. Con il tempo, però, emerge l’esigenza di affrancarsi dal solo conto lavoro e di investire in una produzione propria. Nascono così i primi appendiabiti e vengono realizzate le prime attrezzature di proprietà, fino alla costruzione del primo stampo aziendale: il portapantaloni da uomo.
La crescita delle commesse rende necessario un ampliamento degli spazi. Dopo il trasferimento in una nuova sede a Casalnuovo, l’azienda passa da una a quattro presse, aumentando la capacità produttiva e aprendo nuovi canali di mercato. «In quegli anni il lavoro non mancava – ricorda D’Alise – ma era chiaro che per crescere davvero bisognava continuare a investire».
La svolta arriva con la realizzazione dell’attuale stabilimento di circa 3.500 metri quadrati a Valle di Maddaloni, costruito su un terreno acquistato direttamente dall’azienda. Dal 2007 il parco macchine si amplia ulteriormente fino a comprendere dodici presse, di cui due dedicate allo stampaggio a bi-iniezione con tavola rotante, e prende forma una struttura organizzativa più complessa. «Non è solo una questione di macchinari – sottolinea il fondatore – ma soprattutto della squadra che si è creata nel tempo».
Un passaggio decisivo nel percorso di crescita avviene nel 2008, con l’ingresso nel settore automotive. Complastic ottiene la certificazione come fornitore di secondo livello di Stellantis (all’epoca Fiat), confrontandosi con uno dei comparti più selettivi e rigorosi dell’industria manifatturiera. «Entrare è difficile, ma restarci lo è ancora di più», osserva D’Alise, indicando nella continuità e nell’affidabilità il vero banco di prova.
Parallelamente, l’azienda avvia un processo di diversificazione produttiva, mantenendo la produzione storica degli appendiabiti e sviluppando nuove lavorazioni per diversi comparti. Oggi la produzione è equamente distribuita tra automotive, elettrodomestici e settore tessile, ciascuno con circa il 30%, mentre il restante 10% riguarda settori come food, cosmetica e aeronautica. In quest’ultimo ambito, Complastic realizza anche componenti per gli interni degli aeromobili, come particolari destinati alle sedute.
Fondamentali anche gli investimenti in tecnologia e controllo qualità, con l’introduzione di nuovi macchinari, stampi e strumenti di misurazione tridimensionale, come il braccio di misura Hexagon Absolute Arm a 7 assi, indispensabili per garantire elevati standard qualitativi.
Al centro dello sviluppo resta il capitale umano. La formazione del personale avviene interamente in azienda, attraverso un percorso di affiancamento continuo fino alla piena autonomia operativa, sotto la supervisione del controllo qualità. Grande attenzione è riservata anche alla sicurezza sul lavoro, con corsi specifici e il rispetto rigoroso delle normative vigenti.
La filosofia imprenditoriale è chiara: «La nostra forza è la passione per il lavoro – afferma D’Alise – insieme al know-how. Amiamo quello che facciamo e ci “sposiamo” con i clienti: è questo che fa la differenza».
Questa capacità di adattamento emerge anche durante la pandemia, quando Complastic riconverte parte della produzione realizzando dispositivi di protezione individuale, progettando e certificando, insieme a un partner tecnico, occhiali protettivi e visiere forniti anche alla Protezione Civile.
Dal 2023 l’azienda ha inoltre investito in energie rinnovabili, con un impianto fotovoltaico già operativo da 1.500 MWh annui e un secondo in fase di attivazione. La produzione complessiva raggiungerà circa 3 milioni di kWh l’anno, immessi nel mercato libero, rafforzando l’impegno verso un modello industriale sostenibile.
Oggi Complastic è in grado di offrire un servizio completo, dalla progettazione alla produzione, fino all’imballaggio e alla spedizione, grazie anche a partnership consolidate. E guardando al futuro, il fondatore pensa al passaggio generazionale: «Spero che un giorno i miei figli possano prendere il mio posto. Non basta saper usare un macchinario, è la gestione complessiva che fa crescere un’azienda».
I figli Giuseppe e Valentina, già operativi in azienda, raccolgono il testimone con entusiasmo: «Siamo cresciuti qui dentro e affrontiamo questa sfida con responsabilità e voglia di imparare».
Dalla prima pressa in un garage di famiglia alla moderna struttura industriale di Valle di Maddaloni, la storia di Complastic è il racconto di un’impresa cresciuta passo dopo passo, capace di innovare senza perdere la propria identità.