Di Laura Caico
Moda e gastronomia. A riprova che “La Cucina Avvicina”, nel rinomato salotto Cilento a Riviera di Chiaja 203 – che spalanca le sue vetrine in un punto di Napoli intriso di storia – si è svolta la presentazione del libro “La cucina napoletana” di Luciano Pignataro, edito da Hoepli: all’interno dell’accorsato laboratorio sartoriale Maison Cilento 1780 –un’eccellenza napoletana che brilla nel mondo – fra giacche, cravatte, calzature di lusso e profusione di tessuti pregiati dal cachemire allo yak, spicca un arredo antico (composto da boiserie, divani in velluto vis à vis, accoglienti sofà e poltrone in velour) che ospita periodicamente incontri di notevole profilo culturale. A ricevere graditi ospiti, amici e clienti, ecco gli anfitrioni Ugo Cilento e Roberta Cagliozzi, coniugi uniti nella gestione e rappresentanza della storica attività familiare che ha superato i 240 anni di vita, poiché la rinomata ditta Maison Cilento nasce a fine Settecento, attestandosi fra le più antiche case di moda italiane.
Luciano Pignataro propone un interessante e dettagliato testo che vede protagonista la cucina napoletana tradizionale, con cura del passato ma anche attenzione a “rivisitazioni” in chiave moderna, raccontando tutti i ‘must’ del territorio, dai prodotti caseari e agroalimentari ai nettari divini: il focus del libro si impernia sul cibo definito in chiave dialettale ‘O magnà’ ovvero – come dice l’autore – “con l’utilizzo del verbo ‘magnare’ divenuto un sostantivo”. Ma – come prelibato contorno ai piatti descritti – nelle pagine fitte di intriganti annotazioni aleggiano storie, episodi della vita della città, amarcord di epoche lontane che ricostruiscono il fil rouge della civiltà della tavola in terra di Partenope. E la sartoria napoletana di grande tradizione ben si lega con i suoi saperi artigianali alla realtà enogastronomica del territorio grazie a radicati intrecci di storia e cultura: nel corso dell’incontro moderato con brio dalla giornalista Emanuela Sorrentino, Ugo Cilento ne ha amabilmente conversato con la principessa Giulia Ferrara Pignatelli di Strongoli, raffinata autrice dell’elegante prefazione del libro, sottolineando l’importanza del patrimonio culturale identitario di questa antica capitale del Mediterraneo.
Non poteva mancare la degustazione di preparazioni culinarie – orchestrata da Paolo Surace titolare dello storico ristorante e pizzeria Mattozzi a piazza Carità – abbinate allo spumante Pietra Fumante di casa Setaro, altro nome altisonante del territorio vesuviano, a testimonianza di quanto il settore enogastronomico faccia parte a pieno titolo delle immense attrattive della città.
A margine dell’evento, un blasonato full amicale di Ugo Cilento composto dal Presidente di Assoram Pierluigi Petrone Ceo e socio della Petrone Group, dall’imprenditore Filippo Bronzi, da Giovanni Paone presidente del Gruppo Miri e Biagio Orlando tra i fondatori dell’associazione “I Centenari” a Napoli, ha voluto esprimere il proprio compiacimento per la splendida iniziativa che il maestro Cilento ha voluto organizzare per gli amici : Petrone, infatti, ha dichiarato che “il nostro amico Ugo – una persona splendida, una persona istrionica, una persona che è capace di poter riunire intorno a sé sincere amicizie – ha esaltato una delle più importanti peculiarità della cultura partenopea ovvero la cucina napoletana. Sono molto felice di condividere questo momento di amicizia – che per noi rappresenta un grande valore – con una persona speciale come il maestro Cilento: stasera noi siamo stati al cospetto delle massime autorità in termini di sartoria maschile e in termini di gusto di Napoli e mi permetto di dire che, mai come in questo momento, la cucina avvicina!”. Gli fa eco Giovanni Paone che afferma “Cilento è una maison con 300 anni di storia che ben si pone come tempio della cultura napoletana e, quindi, necessariamente anche della cultura gastronomica di questa città che continua inevitabilmente ad affascinare il mondo intero”. Bronzi a sua volta afferma che “la storica Maison Cilento rappresenta ormai un punto di riferimento non solo per l’eleganza italiana, ma per l’autentica cultura del “bello” e dell’eccellenza in ogni sua espressione”. Queste dichiarazioni di stima e ammirazione per Cilento vengono poi concluse da Biagio Orlando che puntualizza “Nel Salotto Cilento, Ugo riunisce amici che condividono la sua straordinaria sensibilità e visione: è un nostro carissimo amico che ha saputo raccogliere gli insegnamenti del padre, il compianto Martino Cilento, portando l’azienda a raggiungere i massimi livelli nel panorama internazionale della cultura dell’eleganza e dello stile.”