Una giornata all’insegna della memoria, dell’impegno e dei valori che da oltre due secoli guidano l’azione dell’Arma dei Carabinieri. Anche a Salerno si sono svolte le celebrazioni per il 212° anniversario della fondazione dell’Arma, un appuntamento che ha unito il ricordo dei militari caduti nell’adempimento del dovere alla valorizzazione del lavoro quotidiano svolto sul territorio.
Le celebrazioni si sono aperte presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno con una solenne cerimonia interna dedicata alla memoria dei carabinieri Claudio Pezzuto e Fortunato Arena, Medaglie d’Oro al Valor Militare alla memoria, assassinati il 12 febbraio 1992 durante un conflitto a fuoco con due criminali.
Nel corso della commemorazione, il comandante provinciale, colonnello Filippo Melchiorre, ha deposto un omaggio floreale ai piedi delle lapidi marmoree collocate all’ingresso della caserma intitolata ai due militari, simbolo del sacrificio e della dedizione che caratterizzano il servizio dell’Arma.
Nel tardo pomeriggio le celebrazioni sono proseguite presso il “Lido del Carabiniere”, dove si è svolta la tradizionale cerimonia militare alla presenza delle autorità civili, militari e religiose del territorio. Per l’occasione è stato schierato un reparto di formazione in armi composto da comandanti di stazione e rappresentanti dei reparti dell’organizzazione speciale.
Dopo la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica e dell’Ordine del Giorno del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, il comandante Melchiorre ha consegnato gli encomi ai militari che si sono distinti in importanti attività di polizia giudiziaria, controllo del territorio e operazioni di pubblico soccorso.
Un riconoscimento che ha premiato il coraggio, la professionalità e il senso del dovere dimostrati dai carabinieri del Comando Provinciale di Salerno, protagonisti di interventi particolarmente delicati a tutela della sicurezza dei cittadini.
Nel suo intervento, il comandante provinciale ha posto al centro della riflessione il concetto di “etica della responsabilità”, definendolo il principio guida dell’azione quotidiana di ogni appartenente all’Arma.
«Al centro dell’operato di ogni carabiniere vi è l’etica della responsabilità, intesa come bussola quotidiana dell’agire», ha affermato Melchiorre. «Non si tratta di una formula astratta, ma di un principio concreto che implica la capacità di assumersi il peso delle decisioni, soprattutto nei momenti più complessi, operando sempre con equilibrio, rispetto e senso del limite».
Il comandante ha quindi evidenziato come ogni intervento delle forze dell’ordine produca conseguenze reali nella vita delle persone e richieda, pertanto, una costante attenzione ai valori della legalità e della giustizia.
«Da questo principio – ha aggiunto – discende una cultura dell’essere che deve prevalere su quella dell’apparire. In una società caratterizzata dalla rapidità della comunicazione e dalla ricerca della visibilità immediata, l’Arma continua a fondare la propria azione sulla sostanza, sul servizio e sui risultati concreti».
Parole che hanno richiamato il ruolo centrale della fiducia tra cittadini e istituzioni, considerata dall’Arma un patrimonio da costruire quotidianamente attraverso la presenza costante sul territorio e la vicinanza alle comunità locali.
«Non la ricerca del consenso – ha concluso Melchiorre – ma la costruzione della fiducia rappresenta il principale obiettivo dell’Istituzione».
Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità istituzionali, i sindaci con i gonfaloni dei rispettivi Comuni, i familiari delle vittime del dovere, i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’Arma e numerosi cittadini, testimoni di una celebrazione che ha rinnovato il legame profondo tra l’Arma dei Carabinieri e il territorio salernitano.
Una ricorrenza che, ancora una volta, ha ricordato come il servizio, il sacrificio e il senso di responsabilità continuino a rappresentare i pilastri su cui si fonda l’identità dell’Arma dei Carabinieri.