La prima domenica gratuita di marzo nei musei statali consacra ancora una volta la Campania come uno dei cuori pulsanti della cultura italiana. I numeri parlano chiaro: oltre 260mila ingressi complessivi in tutta Italia e una presenza campana stabile ai vertici delle classifiche nazionali, segno di un richiamo che continua a conquistare turisti e appassionati d’arte e storia.

L’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura conferma il grande amore per il patrimonio millenario che si respira all’ombra del Vesuvio. In particolare, la Reggia di Caserta conquista il secondo posto assoluto con 13.671 visitatori, preceduta soltanto dal Parco Archeologico del Colosseo (15.876 ingressi). Un risultato che ribadisce il fascino senza tempo della residenza borbonica, autentico gioiello architettonico e paesaggistico.

Subito ai piedi del podio, al quarto posto, brilla l’area archeologica di Pompei con 11.833 visitatori, preceduta dal Pantheon. Gli scavi continuano a rappresentare un simbolo universale di storia e memoria, capaci di attrarre pubblico da ogni parte del mondo.

Nella top ten nazionale entra anche il Palazzo Reale di Napoli, che con 5.885 ingressi chiude la classifica dei primi dieci siti più visitati. Poco dopo, all’undicesimo posto, si riafferma il capoluogo partenopeo con Castel Sant’Elmo e il Museo del Novecento (5.769 visitatori), ulteriore testimonianza della vitalità culturale della città.

La competizione nazionale resta serrata: la Pinacoteca di Brera e Castel Sant’Angelo occupano rispettivamente la dodicesima e la tredicesima posizione. Ma la Campania non arretra: il Museo Archeologico Nazionale di Napoli totalizza 5.030 presenze, mentre il Museo e Real Bosco di Capodimonte si piazza al diciassettesimo posto con 3.731 ingressi, superando perfino le Terme di Caracalla.

Due siti campani nella top five, tre nella top ten e ben cinque tra i primi quindici: numeri che certificano una crescita costante e una capacità attrattiva che pone Napoli e l’intera regione in diretta competizione con Roma.

È il segnale di una Campania viva, dinamica, sempre più protagonista nel panorama culturale nazionale. Un patrimonio che non è soltanto memoria

A cura di Mario Orlando