Nonostante questa frase ‘Penso meglio senza marito’ e la sua sconfinata passione per gli animali non si
può dire che a Brigitte Bardot sia mancato l’amore per gli uomini. Si va da Roger Vadim a Jean-Louis Trintignant, da Gilbert Bécaud a Raf Vallone, da Sacha Distel a Jacques Charrier (dal quale ebbe il figlio Nicolas-Jacques), da Günter Sachs a Serge Gainsbourg fino all’ultimo per Bernard d’Ormale, con cui era
sposata dal 1992. E poi ci sono gli amori segreti come quello per Jean Paul Belmondo e quelli brevi, ma intensi e vissuti a piedi scalzi, come quello per Gigi Rizzi, pochi mesi d’amore tra Capri e Saint Tropez. Il primo amore è comunque quello per il regista e sceneggiatore Roger Vadim. Lei è poco più che adolescente, quindici anni, lui è già adulto. Lui la inventa come mito moderno con ‘Et Dieu… créa
la femme’. I due alla fine si sposano (è il primo dei suoi quattro matrimoni) ma dura poco anche per l’arrivo in parallelo di Jean-Louis Trintignant. Con l’attore, che era il coprotagonista del film di Roger Vadim, nasce una storia intensa quanto fragile.
Nel 1959 la Bardot sposa l’attore Jacques Charrier, un’unione
segnata dal tentativo fallito di normalità. Da questo amore
arriva comunque l’unico figlio dell’attrice, Nicolas-Jacques
Charrier. Ma la Bardot vive la maternità e il matrimonio con
troppa costrizione e il loro rapporto si logora rapidamente.
Nel 1966 piovono mille rose sulla villa di B.B. a Saint-Tropez. A
lanciarle è Gunter Sachs, miliardario e dandy. Ed è ancora
matrimonio, durato solo tre anni, tra lusso e jet set sempre meno
amati da Brigitte.
Con Serge Gainsbourg nell’autunno del 1967 è incontro artistico
e amore sfiorato. Insieme incidono ‘Bonnie and Clyde’ che diventa
un manifesto di sensualità e trasgressione. Gainsbourg le dedica
poi ‘Je t’aime… moi non plus’, registrata inizialmente con lei ma
mai pubblicata per evitare uno scandalo. Il brano vedrà la luce
solo anni dopo nella versione con Jane Birkin.
L’ultimo amore è Bernard d’Ormale, uomo d’affari e figura di
spicco della destra francese: con lui l’attrice completa il suo
abbandono dalle scene e si chiude a La Madrague, dedicando la sua
vita alla difesa degli animali.
C’è poi la storia tutta italiana tra la Bardot e il playboy
molto mediterraneo Gigi Rizzi una delle più emblematiche della
Dolce Vita italiana. Rizzi è uno dei protagonisti di quel mondo
insieme a figure come Porfirio Rubirosa e Ali Khan.
Infine, nella sua autobiografia ‘Initiales B.B.’, l’attrice
parla esplicitamente di Jean-Paul Belmondo e lo racconta come
uno degli amori più importanti, ma non vissuti della sua vita.
Insomma non ci fu relazione consumata, non certo per mancanza di
desiderio, ma per essersi incontrati nei momenti più sbagliati.