Lutto nel mondo dei Vigili del Fuoco italiani per la scomparsa del Cavaliere di Gran Croce Luigi Taurisano, figura storica del Corpo Nazionale e simbolo di dedizione, coraggio e spirito di servizio. Uomo di grandi valori morali e civili, Luigi Taurisano si è spento lasciando un’eredità umana e professionale che resterà indelebile nella memoria di chi lo ha conosciuto.

Nato a Napoli il 15 ottobre 1938, Luigi Taurisano entrò nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nel 1959, seguendo le orme del padre, il Maresciallo Giovanni Taurisano, considerato il vigile del fuoco più decorato d’Italia. Una tradizione familiare vissuta con orgoglio e senso del dovere che lo ha accompagnato per tutta la vita.

Nel corso della sua carriera ha prestato servizio nei comandi di Napoli e Treviso, distinguendosi sin dai primi anni per professionalità e coraggio. Proprio durante il periodo di servizio a Treviso ricevette un encomio per aver salvato un’intera famiglia in una drammatica operazione di soccorso.

Anche dopo il pensionamento, Luigi Taurisano non fece mai mancare il proprio contributo al Paese. Nel 2009 partecipò infatti come volontario alle operazioni di soccorso durante il terremoto dell’Aquila, dimostrando ancora una volta il forte legame con i valori della solidarietà e della protezione civile.

Nel tempo gli furono conferite numerose onorificenze della Repubblica Italiana. Da Cavaliere fino al prestigioso titolo di Cavaliere di Gran Croce, riconoscimento che testimonia il valore di una vita spesa al servizio delle istituzioni e della collettività.

Luigi Taurisano era inoltre Gonfaloniere Nazionale dell’associazione “Nastro Tricolore”, realtà che riunisce i decorati al valor civile, ed era un autentico custode della memoria storica del padre Giovanni Taurisano, figura leggendaria dei Vigili del Fuoco italiani.

Profondo il cordoglio espresso dall’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco, che conserverà “il fulgido ricordo di un uomo straordinario, esempio di attaccamento allo Stato e di generoso altruismo”.

Numerosi i messaggi di vicinanza e commemorazione giunti nelle ultime ore da dirigenti, funzionari e rappresentanti del Corpo Nazionale.

“Con la scomparsa di Luigi Taurisano perdiamo un uomo simbolo dei Vigili del Fuoco italiani, un esempio di dedizione e umanità che resterà per sempre nella nostra memoria”, ha dichiarato l’ingegner Armando De Rosa, dirigente dei Vigili del Fuoco della Campania.

Parole di grande commozione anche da parte di Roberto Cantagallo, Cavaliere al Merito della Repubblica: “Luigi Taurisano ha rappresentato i più alti valori civili e morali. La sua vita è stata una testimonianza concreta di servizio verso il prossimo”.

Il comandante dei Vigili del Fuoco di Napoli, ingegner Giuseppe Paduano, ha ricordato “la straordinaria figura di un uomo che ha onorato il Corpo con disciplina, sacrificio e senso dello Stato”.

Anche il distaccamento dei Vigili del Fuoco di Pianura ha voluto rendere omaggio alla memoria di Luigi Taurisano, sottolineando “l’esempio lasciato alle nuove generazioni di pompieri”.

Commosso il ricordo del dottor Ciro Vitale, funzionario della Direzione Regionale Vigili del Fuoco della Campania e presidente dell’associazione “Nastro Tricolore” – sede di Napoli.

“Luigi Taurisano non è stato soltanto un servitore dello Stato, ma un riferimento umano e morale per tutti noi. Ha custodito la memoria del padre Giovanni con orgoglio e dignità, tramandando valori autentici di coraggio e amore per il prossimo”.

Il saluto conclusivo è affidato all’ingegner Emanuele Franculli, Direttore regionale dei Vigili del Fuoco della Campania.

“La sua storia resterà patrimonio morale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Luigi Taurisano lascia un esempio che continuerà a vivere nel cuore di tutti coloro che indossano questa divisa”.

Con la scomparsa di Luigi Taurisano se ne va una pagina importante della storia dei Vigili del Fuoco italiani. Rimane però vivo il ricordo di un uomo che ha dedicato l’intera esistenza al servizio degli altri, incarnando i valori più nobili delle istituzioni italiane.

A cura di Mario Orlando