Una giornata densa di emozioni, memoria e impegno civile ha fatto da cornice alla XIV edizione del Premio Nazionale Giornalistico Mimmo Castellano, svoltasi a Pagani, nel Salernitano, alla presenza dei
vertici dell’Ordine dei Giornalisti nazionale e regionale, delle autorità civili, militari e religiose e dei familiari di Mimmo Castellano. Un appuntamento ormai consolidato nel panorama dell’informazione italiana, dedicato a una figura che ha segnato profondamente il giornalismo campano e nazionale.
Il premio rende omaggio a Mimmo Castellano, giornalista pubblicista, per lunghi anni segretario nazionale aggiunto della FNSI e vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, scomparso il 16 giugno 2008. Il suo nome continua a rappresentare un punto di riferimento per chi crede in un’informazione libera, rigorosa e rispettosa della deontologia professionale.
L’evento, organizzato con grande cura dall’Assostampa Campania Valle del Sarno, ha assunto quest’anno un valore ancora più significativo alla luce del riconoscimento attribuito a Pagani, proclamata nel 2025 “Città dell’Informazione” dall’Ordine dei Giornalisti della Campania. Un titolo che il sindaco Raffaele
Maria De Prisco ha rivendicato con orgoglio, ricordando la tradizione culturale e giornalistica della città.
Una tradizione raccontata anche attraverso il documentario “Pagani città di Mercanti, Artisti, Santi e Giornalisti”, realizzato da Mario Marra e Patrizia Sereno e curato da Salvatore Campitiello, che restituisce l’immagine di una comunità capace di esprimere nel tempo figure di rilievo nel mondo dell’informazione e della cultura.
Il Premio Castellano viene conferito a giornalisti che si sono distinti per professionalità, rigore e rispetto delle regole. “Castellano è stato un esempio forse ineguagliabile”, ha sottolineato Carlo Bartoli, presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, ribadendo il valore etico della professione in una fase storica complessa.
Accanto a Bartoli sono intervenuti Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Enzo Colimoro, segretario dell’Ordine regionale, Mimmo Falco, presidente del Movimento Unitario dei Giornalisti, e Giuseppe Ariano, responsabile comunicazione della Scabec – Società Campana Beni Culturali.
Hanno portato il loro saluto anche S.E. Giuseppe Giudice, vescovo di Nocera Inferiore-Pagani, e Giovanni Guzzo, vicepresidente della Provincia di Salerno, sottolineando il ruolo fondamentale dell’informazione come strumento di coesione sociale e crescita democratica.
I riconoscimenti di questa XIV edizione sono stati assegnati a Mariella Anziano, redattrice del TGR Rai Lazio, per la sezione Giustizia; a Carla Errico, responsabile della redazione di Salerno de Il Mattino, Premio alla carriera; a Guido Pocobelli Ragosta, vicecaporedattore del TGR Campania e presidente dell’Ucsi Campania; a Emanuela Rosa-Clot, direttrice di Bell’Italia, Premio speciale Regione Campania; e a Maria Antonietta Spadorcia, vicedirettrice del TG2 Rai.
Nel corso della cerimonia, Carlo Bartoli ha offerto una riflessione sullo stato dell’informazione: “Viviamo una fase complessa, con molte ombre ma anche qualche squarcio di luce. È positivo che il Parlamento stia finalmente dedicando attenzione agli Ordini professionali, compreso quello dei giornalisti, ancora
regolato da norme datate. È tempo di riforme e di innovazione”.
Premi speciali sono stati inoltre attribuiti a Padre Paolo Saturno, redentorista impegnato nel sostegno ai giovani musicisti, e alle Scuole di Pagani a indirizzo musicale – Progetto Nakkaria, S. Alfonso Maria de’ Liguori e Aniello Criscuolo – per il loro contributo educativo e culturale.
Particolarmente significativo, infine, il riconoscimento conferito dall’Ordine dei Giornalisti della Campania ai numerosi colleghi paganesi presenti in sala, “testimoni attenti dell’evoluzione sociale ed economica del territorio”, come ha ricordato Salvatore Campitiello, impegnati ogni giorno a raccontare criticità e virtù di una comunità viva e dinamica. Un tributo che conferma come il Premio Mimmo Castellano continui a essere non solo memoria, ma anche futuro del giornalismo.
M.O