In occasione della Festa dei Lavoratori, la Presidente nazionale di FMPI, Antonina Terranova, offre una riflessione che supera la dimensione celebrativa per entrare nel cuore delle criticità del sistema produttivo italiano. Al centro del dibattito non ci sono soltanto i numeri dell’occupazione, ma soprattutto la qualità del lavoro e la necessità di rafforzare le basi strutturali che garantiscono stabilità e dignità salariale.
«Il Primo Maggio rappresenta un momento simbolico importante – afferma Terranova – ma per noi di FMPI l’attenzione allo stato di salute delle imprese è un impegno quotidiano. Parlare oggi di lavoro significa analizzare l’equilibrio complessivo del sistema economico. La produttività resta la leva principale per creare valore e contrastare il fenomeno del lavoro povero».
Secondo la Presidente, è fondamentale puntare su una contrattazione di qualità, capace di valorizzare il merito e contrastare pratiche come il dumping contrattuale, che rischiano di penalizzare le imprese sane e i lavoratori stessi. Un approccio che mette al centro la crescita reale, non solo quantitativa, del mondo del lavoro.
Sul tema fiscale, Terranova propone una linea chiara: intervenire in maniera strutturale sul cuneo fiscale per alleggerire il costo del lavoro e aumentare il potere d’acquisto delle famiglie. «Gli interventi temporanei non bastano – sottolinea – serve una riforma stabile che permetta alle imprese di programmare nel lungo periodo e di destinare più risorse direttamente agli stipendi».
Guardando allo scenario economico attuale, la Presidente evidenzia come i recenti segnali governativi vadano nella giusta direzione, ma non siano ancora sufficienti. «Occorre un piano organico di finanziamenti agevolati e garantiti – spiega – per sostenere concretamente le PMI nei loro investimenti. Oggi le aziende sono schiacciate da un sovraccarico operativo legato ai costi energetici e dei carburanti, che limita la liquidità e rallenta lo sviluppo».
Un passaggio centrale riguarda la sicurezza sul lavoro, che – secondo Terranova – deve evolvere da semplice obbligo normativo a elemento cardine della cultura aziendale. «La prevenzione passa attraverso la formazione continua, che deve essere considerata un investimento strategico. Solo così il lavoratore può diventare protagonista attivo della propria sicurezza e di quella dei colleghi».
Infine, lo sguardo si proietta verso il futuro, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale. «L’innovazione tecnologica va governata – conclude – per migliorare la qualità del lavoro, riducendo le mansioni più gravose e valorizzando le competenze umane. Le imprese non devono essere lasciate sole: servono semplificazione, incentivi e politiche che premiano chi genera valore. Difendere le PMI significa tutelare la stabilità economica e sociale dell’intero Paese».