Terra dei fuochi: lavoratori in nero prigionieri della camorra

“Vogliamo dar voce a un esercito di invisibili, alle tante lavoratrici e ai tanti lavoratori che
qui in questa terra, tutti i giorni, con il capo chino, lavorano
a nero, schiavi del malaffare e della criminalita’, della
camorra, schiavi perche’ pur di portare un tozzo di pane a casa,
sono costretti a lavorare in condizioni indecenti, indicibili”.
E’ la denuncia di Enzo Tosti della Rete di Cittadinanza e
Comunita’ della Terra dei fuochi, che ha realizzato un
videomessaggio ospitato dalla sezione “Voci dei Territori” del
sito del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pesanti e
rilanciato sui canali social, una piazza virtuale che quest’anno
prende il posto del tradizionale concertone del Parco
archeologico delle Mura Greche annullato per l’emergenza
Coronavirus. E’ stato realizzato anche un docufilm, che sara’
trasmesso stasera su La 7, con il contributo di tanti artisti
che hanno accettato l’invito dei direttori artistici Michele
Riondino, Antonio Diodato e Roy Paci. “E’ un primo maggio
particolare – aggiunge Tosti nel video di denuncia – che capita
nel bel mezzo di una pandemia, capita in un momento in cui non
ci e’ concesso manifestare, non ci e’ concesso di scendere in
piazza, di abbracciarci, di darci la mano, di guardarci negli
occhi, di protestare, di gridare. Ma noi in Terra dei fuochi
siamo resilienti, siamo resistenti, siamo abituati a non stare
mai zitti, e anche quest’anno lo faremo”. La Rete di
Cittadinanza e Comunita’ vuole dare voce a “quell’esercito di
invisibili che non ha la possibilita’ di gridare, di rivendicare
un diritto, di rivendicare il diritto a un lavoro sicuro, che
sia garantito sotto l’aspetto della salute. Non hanno la
possibilita’ di avere una pensione domani, non hanno la
possibilita’ di rivolgersi a nessuno sindacato, perche’ non
esistono”. “Il malaffare e la camorra, questa gentaglia,
continua a calpestare – conclude Tosti – le loro vite e lo fa
senza vergogna. Vogliamo ricordare a tutti che il Covid 19 ha
seminato tanta morte ma qui, in questa terra, la Terra dei
fuochi, la morte e’ sempre fuori la porta. Rivendichiamo la vita
a tutti, anche a questi lavoratori. Viva il primo maggio di
lotta e di resistenza sempre”.

 
 
 

About the author

More posts by