Tendenza: Zegna, usare cio’ che esiste per nuovo guardaroba

Usare cio’ che esiste da Zegna non e’ uno slogan, ma un impegno concreto iniziato un anno fa con il recupero delle fibre, proseguito con quello dei tessuti e ora persino con quello degli abiti usati. E per la sfilata della collezione per il prossimo inverno, l’upcycling entra direttamente in passerella sotto forma d’arte, con l’installazione dell’artista americana Anne Patterson fatta di migliaia di nastri ricavati da avanzi di tessuti delle sfilate precedenti. E visto che tutto si tiene, la collezione non puo’ che trovare posto in uno spazio dismesso alla periferia di Milano, in zona Bovisa, una ex fonderia che tornera’ ad aprirsi al quartiere e alla citta’ fino a fine mese, con tanto di visite guidate per le scuole. E’ in questo scenario che il direttore creativo Alessandro Sartori ambienta il nuovo capitolo della sua grammatica del menswear, che ha al suo centro la rinascita del tailoring, aggiornato ai gusti di oggi. Ecco cosi’ che il nuovo completo non ha tre pezzi ma due e vede protagonista il gilet anziche’ la giacca. E poi le giacche vere e proprie, con il modello a un petto e mezzo e tre bottoni da alternare al doppio petto piu’ nuovo, a un solo bottone. Da abbinare alle camicie con collo sceso e zip, che tornano sulle tasche di alcuni blazer, e ai pantaloni piu’ larghi sui fianchi e stretti al fondo. Il tutto con proporzioni nuove e fresche, con il blouson oversize corto messo sulla giacca piu’ lunga, come se un ragazzo di 20 anni – spiega Sartori – mettesse l’abito del padre. E dal guardaroba di un tempo arriva l’ispirazione dei nuovi cappotti, dieci modelli uno diverso dall’altro tutti nati da una reinterpretazione del loden, con volume ampio, spalla scesa, sfondo piega, nei motivi di stagione, dalle montagne stilizzate al maxi check alle fantasie moire’ e nei tessuti riciclati come il cashmere e la lana organica. In collezione, anche alcuni capi in cashmere rigenerato tessuto a mano da 25 ragazze di San Patrignano su otto telai. Il tutto per immaginare “capi che restino nel guardaroba il piu’ a lungo possibile” 

 
 
 

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