Sos varianti, scuole in classi “il rischio” le Regioni chiedono piu’ vaccini

Con l’allarme delle varianti che dilaga anche nelle scuole italiane, le Regioni chiedono una
classificazione di rischio per le attivita’ scolastiche e
universitarie, come gia’ avviene in altri settori. Non solo:
nella lettera dei governatori al governo si rivendica la
necessita’ di maggiori forme di congedo parentale e piu’ risorse a
sostegno dei genitori in caso di chiusura degli istituti per
questioni legate al contagio.
“E’ inoltre necessario – rimarcano le Regioni nella piattaforma
consegnata al ministro Gelmini che domani la sottoporra’
all’esecutivo – che ogni Regione sia messa nelle condizioni di
poter garantire la vaccinazione ai propri insegnanti residenti
ed assistiti, indipendentemente dalla Regione in cui prestano
servizio”.
Il nodo di chi deve vaccinare gli insegnanti pendolari,
insomma, viene al pettine gia’ nel primo incontro tra i
governatori e la ministra per gli affari regionali Mariastella
Gelmini. Che, in questa sede, manifesta l’intenzione di
organizzare, appena possibile, un incontro tra le Regioni e il
responsabile dell’Istruzione Patrizio Bianchi per parlare dei
temi della scuola e dell’immunizzazione dei prof.
La conferenza delle Regioni, che gia’ si e’ fatta sentire dal
nuovo esecutivo Draghi sul piano vaccinale e gli indennizzi per
le attivita’ economiche, mette anche l’istruzione e il sostegno
alle famiglie tra le sue priorita’ . La sfida, a tutti i livelli,
e’ trovare un complesso punto di equilibrio, mentre il paese e’ in
bilico tra il timore delle nuove varianti del virus e la voglia,
dopo un anno di restrizioni piu’ o meno rigide, di tornare alla
normalita’ .
L’epidemia, pero’ , non da’ tregua e nell’ultimo periodo sono
diverse le scuole che, in tutta Italia, hanno dovuto chiudere i
battenti a causa dei contagi. L’ultima e’ l’istituto
Sinopoli-Ferrini di Roma e la decisione e’ stata presa proprio
per sospetti casi di varianti inglese: qui la ripresa delle
attivita’ didattiche a distanza e’ prevista solo a partire da
mercoledi’ , dopo la sanificazione degli ambienti e lo screening
di tutto il personale. Da sabato e per due settimane, in due
Comuni tra Bergamo e Brescia, si sono fermate le lezioni negli
istituti superiori in seguito al riscontro di diverse positivita’
e lo spettro della variante inglese. A Biella lo stesso timore
ha indotto alla chiusura di un liceo fino a giovedi’ .
Il dipartimento Salute della Puglia, (regione in cui gli
studenti seguiranno le lezioni in Dad per 14 giorni) nell’ultimo
monitoraggio settimanale ha riscontrato tra bambini e
adolescenti un maggior tasso di diffusione del Coronavirus che,
associato alla cosiddetta ‘variante inglese’ contraddistinta da
maggiore trasmissibilita’ , induce a ritenere che si sia
notevolmente aggravato il rischio di trasferimento in ambito
familiare”. In sintesi: elevata circolazione virale in tutta la
popolazione e in particolare in quella scolastica.
Nel bollettino piu’ recente, anche l’associazione italiana di
Epidemiologia ha evidenziato un aumento dell’incidenza di
Covid-19 – probabilmente per l’arrivo delle varianti – nelle
fasce piu’ giovani di eta’ . Quei bambini e quei ragazzi che
frequentano asili e scuole, per cui ora le Regioni ritengono
necessaria “un’apposita numerazione di rischio, al pari di altre
attivita’ , anche tenendo conto dei dati oggettivi del contagio”.

 
 
 

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