Scopri Napoli con Occhi Diversi con Live Local Napoli

Live Local Napoli, è un’associazione che crea un punto d’incontro tra i turisti e la città di Napoli, che attraverso lunghe passeggiate, accompagnate da guide esperte per i vicoli più nascosti, riesce a trasmettere storie di vita, antiche e moderne, di un luogo ricco di arte e tradizioni. Napoli, in questi ultimi tempi è stata travolta tutta a un tratto, da un grandissimo ciclone, il grande vento del turismo, una sorprendente e gradevole sorpresa, che ha lasciato tutti a bocca aperta, non perché non sia una città che non merita, ma semplicemente perché, c’è stata una piacevole e inaspettata invasione di assetati di cultura. Sarà perché c’è stata la voglia di riscatto dei tantissimi napoletani, che hanno sempre avuto il forte desiderio di mostrare Napoli, con il suo vero volto, sarà anche stata l’esplosione del Food, con la pizza vera, verace e tradizionale napoletana che ha ottenuto una ancor più grande visibilità nel mondo anche attraverso il riconoscimento dell’Arte del pizzaiuolo napoletano quale Patrimonio Immateriale dell’Unesco, la rivalutazione della cucina tipica tradizionale, finalmente la città partenopea oggi, sta vivendo un fiorente periodo, grazie al turismo sempre in crescita. Un pellegrinaggio continuo senza sosta nei periodi estivi e invernali, di persone provenienti da qualsiasi parte del mondo, che affollano musei, chiese e strade alle scoperte sculture, bassorilievi, dipinti che gli artisti ci hanno donato. Anche nei vicoli più temuti da sempre, come i quartieri spagnoli, oramai senti parlare in tutte le diverse lingue, dall’inglese al tedesco, fino al cinese, allo spagnolo e così via, rendendo vivi i quartieri da sempre maltrattati e condividendo con gli abitanti del posto, cibo culture e tradizioni. Scilla e Francesca, di Live Local Napoli, e tutti gli altri operatori, si prodigano amorevolmente alla scoperta delle strade della città, come menzionato prima, accompagnando i turisti attraverso un percorso itinerante, nei vicoli e nei quartieri popolari, spiegandone la nascita, la storia e la vita attuale, con linguaggi semplici, facendoti aprire gli occhi e vedere Napoli sotto diverse prospettive e bellezze, insegnandoti ad amare una città che appare maltrattata da tutti. Siamo stati piacevolmente colpiti dal percorso fatto con loro, in una mattinata d’inizio primavera, con il cielo misto di sole e vento, appuntamento a piazza del Gesù per una passeggiata senza shopping, ma alla “riscoperta” di luoghi nascosti, lontano dal passaggio delle auto, percorrendo stradine e gradinate che tagliano in lungo la collina di Napoli. L’appuntamento è stato fissato a piazza del Gesù, iniziando la camminata con le prime spiegazioni de l’Obelisco del bergamasco Cosimo Fanzago, che ha lasciato tracce della sua arte ovunque, fino alla moderna metropolitana della stazione di via Toledo, che con il suo mosaico pompeiano dell’artista moderno William Kentridge, realizzato dal mosaicista Costantino Aureliano Buccolieri, incornicia l’ingresso della stazione. Un viaggio tra la vecchia Napoli fatta di muri storici di tufo che s’intrecciano e mescolano con la modernità attuale, con treni sotterranei e funicolari, che la percorrono in lungo e in largo. Scilla e Francesca, durante il percorso, hanno raccontato aneddoti, storie di una città nuova, costruita sulle mura di una città antica. I mille volti e colori dei quartieri della Pignasecca, e delle scale del Corso Vittorio Emanuele, che ti conducono fino ai vicoli dei quartieri spagnoli, spiegando la vita dei bassi napoletani, dei piccoli santuari presenti nelle strade e la devozione della gente. La vera devozione però, è anche da parte degli operatori di Live Local Napoli che, ti trasmettono forti emozioni durante le loro visite guidate, che ti fanno respirare un’aria diversa, di una città palesemente solare, ma molto misteriosa, che nasconde nelle sue viscere, fatti e storie di tutti i suoi invasori, che l’hanno resa unica e inimitabile. Riscoprire l’amore dei molteplici artisti che hanno vissuto nel ventre di questa città, trovandone ospitalità o lavoro, lasciandoci in eredità opere d’arte, che ne raccontano appunto le vicende di vita vissute, come fosse un’enciclopedia, che può essere solo cancellata da tragici mutamenti catastrofici, tracciandone così il passaggio nei secoli e che, ancora tuttora, possiamo apprezzarne il valore, soffermandoci ad ammirare una statua scolpita con cognizione e arte. La cosa piacevole è vedere i tantissimi visitatori che, rimangono estasiati da tanta bellezza, tutta racchiusa nella nostra sorprendente città. Bellezze inimitabili di sculture che noi vediamo ogni giorno frettolosamente andando a lavoro oppure a scuola e che non ne diamo la giusta e meritata importanza. Se solo ci soffermassimo ogni giorno pochi minuti davanti ad un affresco oppure una scultura marmorea, forse riusciremmo a dare più rispetto alla nostra città natale. Ecco appunto che, passeggiando con Scilla e Francesca, siamo riusciti ad aprire gli occhi e vedere una città diversa e, come un innamorato cieco, ci si sveglia all’improvviso dall’incanto dello stress del lavoro e della vita moderna, dove esiste quasi esclusivamente una tecnologia logorante. Improvvisamente però, scopriamo che siamo tutti legati da un filo interminabile, che ci lega indistintamente al passato con affetto, e noi non siamo altro che, la storia che continua sotto forme diverse. Una splendida passeggiata napoletana ci ha emozionato, tanto che ognuno di noi ha fotografato i luoghi della città da angoli diversi, con un obiettivo che partiva dal cuore. Le due operatrici, hanno saputo risvegliare in noi un sentimento nascosto, facendoci rivivere ricordi del passato, le feste religiose che hanno per noi napoletani, un grande significato e sapore, ai turisti invece, hanno saputo dare il giusto valore alle cose, spiegandone la ragione del folklore partenopeo e l’appartenenza a una città esoterica che ci lega alla terra, come l’edera si attacca ai muri. Di mio invece, vorrei aggiungere, che dovremmo sentire sempre più amore per una città, che sta vivendo desiderio di riscatto e di risveglio culturale.
A cura di Sabrina Abbrunzo

 
 
 

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