Sclerosi multipla: terapie ora cambiano la vita dei pazienti

Nuovi dati di efficacia e sicurezza per ofatumumab, l’unica terapia mirata alle cellule B
autosomministrabile, indicano i potenziali benefici di questo
farmaco nei pazienti con sclerosi multipla recidivante. E’
questo uno dei tanti risultati della ricerca di Novartis
presentati in occasione del MSVirtual2020: 8th Joint
Actrims-Ectrims Meeting, nel corso del quale la farmaceutica
svizzera ha illustrato 48 abstract relativi a studi su farmaci
che prendono di mira le diverse fasi di questa malattia del
sistema nervoso centrale.
“Siamo impegnati nel rendere disponibili terapie in grado di
cambiare la vita a persone che da oltre 75 anni convivono con
malattie come la sclerosi multipla. Siamo infatti orgogliosi di
presentare – spiega Estelle Vester-Blokland, Global Head
Neuroscience, Medical Affairs di Novartis Pharmaceuticals – i
dati di tre dei nostri trattamenti approvati per la sclerosi
multipla nell’intero spettro della malattia”. In particolare,
nuovi risultati degli studi di fase III Asclepios dimostrano la
superiore efficacia di ofatumumab, approvato ad agosto 2020
negli Stati Uniti, rispetto a teriflunomide: i pazienti con
nuova diagnosi di sclerosi multipla recidivante che lo assumono
precocemente hanno un basso tasso assoluto di recidiva e tempo
prolungato di peggioramento della disabilita’ . Nuove evidenze
scientifiche su siponimod, inoltre, dimostrano benefici nelle
prestazioni cognitive nei pazienti trattati con quello che e’
finora l’unico trattamento orale che ha dimostrato di rallentare
la progressione della disabilita’ in un’ampia gamma di pazienti
con malattia secondariamente progressiva. Sono stati, infine,
presentati nuovi dati di sicurezza su fingolimod, l’unica
terapia orale approvata per il trattamento delle forme
recidivanti negli adulti e nei bambini a partire dai 10 anni.
Oltre ai dati sui farmaci innovativi, sono stati presentati
nuovi dati su MSProDiscuss, il primo strumento, clinicamente
validato, concepito per facilitare la comunicazione
medico-paziente sui segni di progressione della malattia.

 
 
 

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