Sant’Angelo in Vado, un viaggio ricco d’arte e mitiche leggende

Gioiello marchigiano, Sant’Angelo in Vado sorge sull’alta valle del fiume Metauro, incastonato in un paesaggio dai toni verdeggianti. Questo comune di origini medievali conserva ancora tracce dell’antica Tiphernum Mataurense, municipio romano distrutto durante la guerra gotica. Il nome del paese deriva dall’Arcangelo Michele, a cui il borgo fu consacrato, mentre l’aggiunta “in Vado” indica il guado del fiume.

Dalla metà del XIV secolo Sant’Angelo in Vado fu soggetto ai Brancaleoni, per poi entrare nell’orbita del Ducato di Urbino grazie al matrimonio di Gentile Brancaleoni e Federico da Montefeltro. Il centro storico custodisce numerosi monumenti che parlano del suo illustre passato. Risale al Medioevo il Palazzo della Ragione con l’imponente Torre Civica (definita dai locali “El Campanon”). Tra gli edifici di culto spicca il Duomo di Sant’Angelo in Vado, dedicato a San Michele Arcangelo. Di origini antiche ma ricostruita nel Settecento, la Cattedrale presenta tre navate con due cappelle laterali. Un altro luogo da visitare è la Chiesa di San Filippo. Probabilmente datata al XV secolo, venne restaurata completamente nel 1605 con la nascita dell’erede del Duca di Urbino. All’interno, di grande interesse la cupola a stucchi dorati affrescata dal pittore nordico August Albrecht di Wallenstein, mentre presso l’altare maggiore si trova una statua lignea dell’Annunziata attribuita al Ghiberti. Inoltre qui è collocata una splendida Annunciazione di Raffaellino del Colle, famoso artista e allievo di Raffaello. Si tratta dell’unico esemplare di libro-altare presente nelle Marche. Il dipinto nasconde una vera sorpresa: è infatti costituito da uno sportello che, all’apertura, rivela la statua di un Crocifisso. Le ante presentano due dipinti: sulla prima troviamo l’autoritratto dello stesso Raffaellino del Colle, raffiguratosi su un cavallo bianco, mentre sull’altra, in posa penitente, è immortalato Longino, il soldato che trafisse il costato di Gesù.

Da vedere anche la Chiesa di Santa Maria Extra Muros, ricca di numerose opere d’arte ad opera degli Zuccari, famiglia di celebri intagliatori. Sant’Angelo in Vado è infatti la città natale dei suoi principali esponenti, Taddeo e Federico Zuccari. Quest’ultimo, sul finire del XVI secolo, realizzò la più imponente rappresentazione figurativa della Divina Commedia mai realizzata, con 89 grandi tavole a matita nera e rossa, oggi conservate presso il Gabinetto dei Disegni e Stampe degli Uffizi, a Firenze. Altre chiese degne di nota sono la Chiesa dei Servi di Maria e la Chiesa di Santa Caterina delle Bastarde, appartenente alla Confraternita di di S. Caterina del Gonfalone, dedita all’assistenza e all’educazione delle trovatelle (le bastarde) della Massa Trabaria.

 
 
 

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