Prometteva posti di lavoroa all’Università, “in cambio di soldi”

Si presentava come assistente di un professore dell’Universita’ degli studi di Napoli Federico II garantendo l’assunzione presso l’ateneo. cosi’ che un 39enne, Ciro Palumbo, ex dipendente amministrativo dell’Universita’
partenopea, secondo quanto accertato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) e dalla Guardia di Finanza di Caserta, avrebbe truffato nel 2016 con un complice di 61 anni decine di persone – almeno 39 – convinte ciascuna a versare la somma di 300mila euro in contanti per essere inserite nell’elenco dei partecipanti ad un corso di formazione per la Pubblica Amministrazione. Elenco, promettevano i due truffatori, dal quale la Federico II avrebbe attinto i nominativi dei soggetti da assumere, con contratto a tempo indeterminato, come personale tecnico-amministrativo. Per gli indagati, il gip ha emesso un decreto di sequestro preventivo per una somma, ritenuta il provento delle truffe, pari a 105mila euro. A casa dei due, nel corso delle perquisizioni eseguite dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, sono stati recuperati 60mila euro. La vicenda, nel maggio 2017, fini’ anche a Striscia la Notizia”; nel corso di un servizio dal titolo “Vende posti di lavoro alla Federico II di Napoli”, uno dei truffati riconobbe nella persona intervistata, a volto coperto, proprio il falso assistente del professore universitario, appunto Palumbo. Millantava di essere in servizio presso il Dipartimento di Economia e di fare l’assistente di un professore di diritto del Lavoro (all’oscuro di tutto), cui aveva rubato indirizzi di posta elettronica e password. Palumbo, proprio grazie a queste credenziali, e’ riuscito a entrare in contatto con parecchie persone facendo loro credere che le sue proposte erano reali; Palumbo si faceva pagare subito, poi inviava, sempre usando il nome del professore, una convocazione agli aspiranti impiegati per la stipula del contratto; nel frattempo organizzava presso un ristorante di Caserta riunioni interlocutorie in cui rinviava continuamente la data del contratto. Molti dei truffati hanno denunciato la cosa, anche il professore di cui Palumbo sfruttava il nome.

 
 
 

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