Poverta’: in 900.000 con sostegno reddito, 70% al Sud

Sono 251.000 le famiglie in situazione di bisogno economico che hanno avuto accesso inquesti mesi a un sostegno contro la poverta’ per 870.000 person enel complesso: l’Inps oggi ha presentato i primi dati sui Rei,il reddito di inclusione, spiegando che lo hanno ottenuto 110.000 famiglie con un importo medio di 297 euro al mese(316.000 le persone coinvolte). Le famiglie che hanno avuto il Sia (il sostegno all’inclusione attiva, misura che ha anticipatoil Rei) sono 119.226 per un importo medio di 245 euro mensili(476.868 persone coinvolte). Poco meno di 100.000 altre persone
sono state interessate da misure regionali integrative di
contrasto alla poverta’.
La stragrande maggioranza delle famiglie che hanno ottenuto
il Rei (ma anche in precedenza il Sia) sono residenti al Sud. In
pratica sette su 10 tra i beneficiari di questi strumenti sono
nel Mezzogiorno. Per il Rei sono residenti al Sud 79.723
famiglie su 110.138 complessive (il 72,4%) con un importo medio
di Rei di 309 euro contro i 256 del Nord. Per il sia la
percentuale di nuclei residenti al Sud e’ del 69,6% (83.004 su
119.226).
“Per la prima volta l’Italia – ha detto il premier uscente,
Paolo Gentiloni, si e’ dotata di una misura strutturale contro la
poverta’. A tre mesi dall’avvio del reddito di inclusione si puo’
dire che funziona. Non stiamo parlando – ha detto – di buone
intenzioni ma di fatti. Ora 900 mila persone in carne e ossa”
sono tutelate mentre in seguito (da luglio quando non ci saranno
piu’ requisiti di accesso familiari ma solo economici, ndr)
saranno 2,5 milioni. “E’ uno strumento nazionale, strutturale e
non passivo”, ha aggiunto il premier uscente, ricordando che a
fianco del sostegno monetario c’e’ un percorso per la famiglia
con l’obiettivo di farla uscire dalla poverta’.
“Il reddito minimo c’e’ gia’ – ha detto il presidente
dell’Inps, Tito Boeri – e si chiama Rei. E’ un primo passo,
ancora sottofinanziato, ma c’e’. Abbiamo recuperato un ritardo di
70 anni rispetto agli altri Paesi”.
Il 73% dei nuclei percettori di Sia e Rei e’ una famiglia con
almeno tre componenti (l’Inps parla di famiglie numerose) ma
l’11% e’ una famiglia con un solo componente. Se si guarda al
solo Rei, il 23% dei nuclei percettori (110 mila nel complesso)
e’ composto da un solo componente, in gran parte dei casi un over
55 disoccupato.
I beneficiari fino a giugno sono nuclei con un figlio con
disabilita’ (anche se maggiorenne) o con una donna in stato di
gravidanza o con un over 55 disoccupato. Dal 1°luglio il Rei
diventa universale. Le famiglie beneficiarie potenziali del Rei,
in sede di prima applicazione sono circa 500 mila, di cui 420
mila con minori (quelle che possono chiederlo ma non e’ detto che
lo facciano). Da luglio potranno crescere a oltre 700 mila. La
platea potenziale del Rei e’ ora di 1,8 milioni di persone (da
luglio passera’ a quasi 2,5 milioni), di cui 700 mila minori. Il
sussidio puo’ durare al massimo 18 mesi e bisogna aspettare sei
mesi dall’ultima erogazione prima di poterlo chiedere di nuovo.

 
 
 

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